Mercoledì, 24 Luglio, 2019

Inchiesta Consip: cartello di aziende si spartiva gli appalti

Consip. Consip, la relazione Anac: “Appalto truccato servizi pa”
Evangelisti Maggiorino | 07 Agosto, 2017, 15:21

Le conclusioni dell'Anticorruzione sono state inviate alla procura di Roma che sta portando avanti le indagini penali sugli stessi episodi. Ossia le società avrebbero fatto cartello, spartendosi i lotti e presentando le offerte a scacchiera. L'azienda dell'imprenditore campano a sua volta non si sovrapponeva mai (con una sola eccezione) a Ati Cns e a Manutencoop. Tanto per restare in argomento, conclusa la pausa estiva, la Procura di Roma, attraverso i pm Mario Palazzi e Maria Letizia Golfieri, firmerà la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di diverse persone, tra dirigenti e responsabili legali di tre cooperative (Cns, Manutencoop Facility Management spa e Roma Multiservizi spa), accusate di turbativa d'asta per aver alterato gli esiti di una gara Consip bandita verso la fine del 2012, da oltre un miliardo e 600 milioni di euro, per l'affidamento del servizio di pulizie nelle scuole italiane.

L'esistenza del fascicolo è confermata a Repubblica da fonti dell'Anac, dopo l'anticipazione del Corriere della Sera.

I servizi delle aziende andavano dalla pulizia alla manutenzione degli uffici. Quindi, che in Consip non tutto funzionasse all'insegna della trasparenza è circostanza nota ai pm di Roma che lo scorso aprile hanno rovesciato come un calzino la sede centrale acquisendo e sequestrando tutta la documentazione possibile, sia per ricostruire nel dettaglio come funzionava la spartizione dei vari lotti e sia per rileggere, sotto un'altra ottica, quanto già verificato dalla Procura di Napoli nel 2016. Nessuna apertura di nuovo fascicolo dunque.

La faccenda ingrossa ancora di più l'inchiesta Consip, già estremamente grave e complessa anche per il coinvolgimento di aspetti politici e figure istituzionali. E, a confermare il sospetto investigativo è stato anche l'esito di un recente interrogatorio reso da Marco Gasparri, ex dirigente Consip, le cui dichiarazioni avevano già messo nei guai proprio Romeo, in carcere per alcuni mesi e ora in attesa di essere processato per corruzione. Nell'ambito della stessa indagine sono coinvolti anche il ministro Luca Lotti, il comandante generale dell'Arma dei carabinieri Tullio del Sette e il generale Emanuele Saltalamacchia, inquisiti per fuga di notizie.

Per traffico di influenze illecite sono invece indagati Tiziano Renzi, papà dell'ex premier Matteo, il suo amico, l'imprenditore toscano Carlo Russo, e l'ex parlamentare di An e consulente di Romeo, Italo Bocchino. Mentre il capitano del Noe, Gianpaolo Scafarto, risponde di falso. Si tratta di consulenze ritenute anomale per numero e importi pagati.

Altre Notizie