Domenica, 13 Ottobre, 2019

Multe da 30 euro a chi non accetta i pagamenti con bancomat

Diventeremo un popolo di pagatori elettronici Giro di vite del fisco: chi non accetta il pagamento col bancomat sarà multato
Esposti Saturniano | 07 Agosto, 2017, 15:20

Fa discutere il provvedimento, allo studio del governo, per obbligare i commercianti ad accettare pagamenti con la carta di credito, e da settembre potrebbero scattare multe a chi non ha il pos. Dopo l'estate arriverà infatti il decreto attuativo della norma introdotta dalla Legge di Stabilità 2016 che prevede l'obbligo di POS per professionisti, commercianti e artigiani.

"Ora il viceministro annuncia sanzioni da 30 euro per chi non consente pagamenti con moneta elettronica, ma l'entità della multa è del tutto ridicola - prosegue Rienzi - Servono sanzioni ben più salate, perché i gravi ritardi nell'introdurre provvedimenti contro i trasgressori hanno prodotto un danno non solo agli utenti ma anche alla lotta contro l'evasione fiscale, con ripercussioni per i conti pubblici".

Non è un fulmine a cielo sereno per commercianti e professionisti. L'obbligo è già in vigore, ma finora non è stato approvato il decreto attuativo della norma, che stabilisce anche le sanzioni per chi non rispetta l'obbligo.

Dal 30 settembre quindi i professionisti, i commercianti e gli artigiani non solo dovranno avere un POS, ma subiranno una multa se rifiuteranno i pagamenti con carta di credito e bancomat superiori a 5 euro.

Come dimostrato da numerosi studi sulla materia l'Italia è indietro rispetto agli altri Paesi europei sia come somme pagate con le carte elettroniche, sia per il numero complessivo di operazioni in un anno. Allo studio dei ministeri competenti ci sarebbero anche una serie di sgravi fiscali dedicati a chi deciderà di utilizzare la carta per pagare, per esempio, taxi, idraulici o medici, in funzione "anti-evasione". Se il governo pensa realmente di fare del sistema elettronico di pagamento un modo per evitare l'evasione, allora faccia in modo che le banche eliminino le commissioni: "agli onesti diminuirebbe i costi, ai disonesti toglierebbe un alibi". Per il momento si parla di partite IVA che svolgono un lavoro non a diretto contatto con il pubblico e che incassano i propri compensi non in contante, ma con pagamenti tracciati, come i bonifici.

Alcune categorie di professionisti saranno però esentate da questo obbligo.

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