Venerdì, 19 Luglio, 2019

Meo Sacchetti un Normal Man come CT del Basket italiano

Petrucci Basket, Sacchetti: “Prima giocatore e poi ct, è un sogno che si realizza”
Evangelisti Maggiorino | 07 Agosto, 2017, 07:41

"Voglio ringraziare tutte le persone che sono state importanti per me, tutti i giocatori che mi hanno permesso di vincere, hai bisogno di loro per ottenere i risultati", ha proseguito il neo c.t., che, emozionato, ha ricordato le sue importanti esperienze a Capo d'Orlando, Udine, Brindisi, Fabriano, Castelletto Ticino e Sassari dove ha conquistato scudetto e triplete.

Meo Sacchetti è stato presentato oggi ufficialmente come il nuovo allenatore della Nazionale italiana di basket. "Ma, non dobbiamo dimenticarci che c'è un Europeo da giocare ancora, per questo auguro un grosso in bocca al lupo alla squadra e a Messina". Le parole di Giovanni Petrucci, presidente della FederBasket, introducono un passaggio storico alla guida della Nazionale: un autentico cambio di filosofia che coinciderà anche con il nuovo calendario, con le finestre invernali e primaverili per le fasi preliminari (senza giocatori NBA e di Eurolega) che inizieranno con il percorso verso i Mondiali di Cina 2019. E' bravo, sa allenare, sa vincere, ha vinto tutto. "Sono innamorato della normalità di Sacchetti: io ho paura dei filosofi, di quelli troppo bravi, che pensano di inventare" spiega il numero uno federale. "Ho imparato tanto da lui, sia del gioco sia della vita". "Quando l'ho chiamato mi ha detto subito sì - ha detto il presidente della Fip, spiegando spiegando le ragioni che hanno portato alla scelta - Proprio Messina ha fatto il nome di Sacchetti". Ringrazio il presidente Petrucci e poi Messina, l'allenatore italiano più importante, uno dei primi due tecnici in Europa. "La vita molto presto mi ha detto arrangiati", dice Meo Sacchetti nella sua autobiografia scritta dal giornalista sardo Nando Mura, nelle cui pagine emerge tutta la carica umana di un grande e amatissimo personaggio dello sport italiano, personaggio semplice, diretto, schietto e simpatico. "C'erano molti candidati - ha sottolineato Messina - Man mano che ci si confrontava, i profili che rispondevano alle esigenze della Federazione si restringevano e la scelta è subito diventata Meo". Questo me l'ha insegnato, insieme a tante altre cose, Dido Guerrieri. Se hai i giocatori bravi vinci, se non hai i giocatori bravi, non vinci.

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