Lunedi, 14 Ottobre, 2019

Milano, modella rapita per essere venduta ad un asta

Milano, modella inglese rapita e venduta all'asta online per 300 mila euro Milano, modella rapita e messa in vendita sul web Dietro potrebbe esserci il gruppo “Black death”
Evangelisti Maggiorino | 06 Agosto, 2017, 21:21

"Preciso che MD (così si faceva chiamare il sequestratore) non mi ha mai molestato sessualmente perché l'organizzazione punisce severamente i suoi membri che toccano le ragazze destinate alla vendita all'asta".

È questo il racconto della modella ventenne inglese rapita per sei giorni e messa all'asta sul web. Le indagini sono state coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia, dal procuratore aggiunto Ilda Boccassini e dal sostituto procuratore Paolo Storari. Il giovane polacco residente in Inghilterra che è stato preso dagli investigatori avrebbe anche rimesso in libertà la giovanissima e poi confessato. E' questa una delle ipotesi degli inquirenti sul momento del sequestro di una modella inglese famosa avvenuto a Milano, la quale sarebbe stata attirata per un finto provino, drogata e poi caricata su un'auto e tenuta in ostaggio per una settimana molto probabilmente lo scopo di metterla all'asta; Eric secondo quanto riferito sembra che il caso è stato risolto nel giro di 7 giorni grazie al pronto intervento della Squadra Mobile di Milano che ha fermato l'uomo che ha rapito la donna, ovvero un cittadino polacco accusato di sequestro di persona. Poi l'arrivo al casolare, dove la modella è stata costretta a restare sul pavimento, in un sacco a pelo, immobile a causa delle manette a mani e piedi agganciate ad una cassettiera. Circa due ore e mezza di viaggio durante il quale, la ragazza era nel bagagliaio di una station wagon, legata, chiusa in un borsone e con la bocca tappata da un nastro di scotch. Come funziona il Deep Web Qui il polacco, dopo aver ammanettato la ragazza a un mobile in legno della cameretta da letto, ha iniziato a spedire mail criptate nel 'deep web'.

Mitomane perché quando ha deciso di liberarla, capito che i soldi del riscatto che aveva chiesto all'agente, e poi ad tre persone benestanti vicine alla ragazza, non sarebbero arrivati, anziché lasciarla per le strade di Milano si è presentato con lei al consolato inglese, da dove ha tentato di fuggire quando è comparsa la polizia italiana: tra l'altro dopo che quella inglese, su input di Milano, era andata a cercarlo a Birmingham, dove viveva. L'Interpol stava indagando proprio sul commercio di esseri umani che avviene nel deep web, la parte oscura di Internet dove è possibile comprare armi, droga, persino organi umani e donne. Di questo collettivo "Black death" non si sa praticamente nulla. Un pericoloso imbranato Visto che il piano non portava frutti e la contrattazione online non decollava (nessuno ha partecipato all'asta), ecco affiorare i primi dubbi nella sua mente.

Sarebbe stato il carceriere a lasciarla andare, con la motivazione che la ragazza è madre e che le regole dell'organizzazione non prevedono donne con figli.

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