Martedì, 16 Luglio, 2019

Pd, Renzi in ginocchio da Alfano: la triste Canossa di Matteo

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Evangelisti Maggiorino | 05 Agosto, 2017, 16:28

Il segretario continua raccontando la sua esperienza da presidente del Consiglio e spiega che "l'Italia ha tutte le carte in regola per farcela".

La leader di Fratelli d'Italia ha però chiarito che "se si vogliono fare percorsi di carattere civico regionale, come è accaduto in Liguria e in varie realtà, è una scelta di Nello Musumeci e non entro in questioni regionali".

Mentre Matteo Renzi si stacca momentaneamente da Silvio Berlusconi, almeno per ciò che concerne la partita siciliana, il Pd - tramite Graziano Delrio - avrebbe offerto un doppio accordo, regionale e nazionale, ad Alfano, accordo che sarebbe stato rifiutato da Berlusconi. "Abbiamo detto che nei porti italiani si dovevano salvare vite in ragione del principio internazionale ma Triton prevedeva anche che altri Paesi europei accogliessero un numero di migranti pur basso".

Delrio ha allargato le braccia, ha sorriso dietro la barba bianca ed è andato al sodo, canticchiando un vecchio motivo di Adriano Pappalardo: "Ricominciamo". Dobbiamo abbassare ancora le tasse, perché sono diminuite poco rispetto a quello che ci aspettavamo.

Do ut des, con quest' espressione si può sintetizzare l'incontro di ieri tra Alfano e Delrio, dato che si vuole convergere suso un candidato governatore vicino, o almeno gradito all'ala centrista, soprattutto con apparentamenti regionali di ampio respiro. Tutto questo, in maniera articolata, non è stato offerto da Berlusconi, né è stato possibile aprire un'interlocuzione con Arcore. "Il velivolo c'è, ma sono l'unico che non ci è mai salito.", ha detto l'ex premier. Ad attendere il segretario anche se tenuti a distanza di centinaia di metri alcuni contestatori dei Risparmiatori uniti giunti da Empoli, fermati dagli uomini della Digos. "Se la Sicilia svolta è un bene per il Paese". E poi il Jobs Act che ha fatto 820mila posti di lavoro, dei quali due terzi a tempo indeterminato: "segno che invece che difendere dalla mattina alla sera il Jobs Act, bisogna difendere il lavoro e chi lo crea".

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