Lunedi, 27 Gennaio, 2020

Gira il video ma manca l'autorizzazione: Alessandra Amoroso denunciata per truffa

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Deangelis Cassiopea | 28 Luglio, 2017, 02:28

Per girare il video di questa canzone Alessandra ha scelto i palazzi Ater del quartiere romano di Tor Marancia dove sono presenti i murales del progetto Big City Life, al quale hanno partecipato venti artisti del movimento Street Art e divenuti famosi negli ultimi tempi.

E' l'incredibile vicenda riportata da "Il Corriere della Sera", che, dalle pagine dell'edizione romana, svela i guai della star salentina. Ieri il direttore generale Franco Mazzetto ha presentato una querela in procura denunciando "un danno patrimoniale e gli estremi del reato di invasione di edifici peraltro nella forma perseguibile d'ufficio trattandosi di edilizia residenziale appartenente ad un ente pubblico".

Sì, quelli nel video della cantante Alessandra Amoroso ("Fidati ancora di me" il brano, un successo) sono proprio i palazzi Ater di Tor Marancia. Ricorda che la prima mail risale a febbraio scorso, con la quale la società (la "BMovie Italia srl") chiese l'autorizzazione per effettuare le riprese. L'Ater rispose che non vi era alcun problema e che il video poteva essere girato tranquillamente a patto che fosse rispettato l'iter autorizzativo e, contestualmente, che venisse pagato il canone previsto.

Invece, a giugno, è un dipendente dell'azienda ad imbattersi nel video e a riconoscere - "lapalissiano" per il direttore - il lastrico solare dell'edificio del lotto 1, civico 63, e poi i vialetti condominiali, e anche il giardino di pertinenza dell'Ater.

La scelta, da parte di Bmovie Italia, dell'area di Tormarancia per la realizzazione di parte del video "Fidati ancora di me" dell'artista Alessandra Amoroso, è stata fatta per la presenza di graffiti di grande valore artistico; chiedendo, pertanto, l'autorizzazione alla titolare dei diritti di sfruttamento delle opere in oggetto, la 999Contemporary, che ne ha autorizzato la fruizione ai fini delle riprese video.

Secondo i legali che rappresentano l'Ater, "tale comportamento è stato realizzato per perseguire un ingiusto profitto a danno della pubblica amministrazione, consistente tanto nel mancato versamento del canone giornaliero per l'utilizzo del complesso quanto per gli introiti di carattere pubblicitario derivanti dalla rapida diffusione e commercializzazione del videoclip musicale". Così l'Ater ha chiesto un risarcimento danni ad Alessandra Amoroso di tremilacinquecento euro per i reati commessi. La parola, però, passa adesso alla Procura.

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