Martedì, 25 Giugno, 2019

Grano e riso, l'etichetta dirà da dove vengono

Riso e grano per pasta, è ufficiale: da ora sarà obbligatoria l'etichetta di origine Paese di origine in etichetta, nuove regole per riso e grano della pasta
Esposti Saturniano | 21 Luglio, 2017, 14:42

Lo afferma in una nota Michela Giuffrida, membro della Commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale del Parlamento europeo, dopo la firma dei due decreti interministeriali sull'introduzione dell'obbligo di indicazione di origine per riso e grano presentati oggi dal ministro per le Politiche Agricole Maurizio Martina e dal ministro per lo Sviluppo economico Carlo Calenda.

Il sistema di etichettatura, come già in vigore e in atto per i prodotti lattiero caseari, si sperimenterà per due anni.

Il decreto grano/pasta, in particolare, prevede che le confezioni di pasta secca prodotte in Italia dovranno avere obbligatoriamente indicate in etichetta il Paese di coltivazione del grano e quello dove è stato macinato. Se il grano è coltivato per almeno il 50% in un solo Paese, come ad esempio l'Italia, si potrà usare la dicitura: "Italia e altri Paesi Ue e/o Non Ue". Se queste ultime tre fasi si svolgono in uno stesso Paese sarà possibile fregiarsi della dicitura: "origine del riso (o del grano): Italia". Le indicazioni sull'origine dovranno, inoltre, essere apposte in etichetta in una zona visibile in modo da essere facilmente riconoscibili, chiaramente leggibili ed indelebili. "Un passo storico che il Governo italiano ha fatto senza aspettare Bruxelles, spronandola a dare piena attuazione al Regolamento Ue del 2011 - ha concluso Renna". La tempistica. Le aziende dovranno smaltire le vecchie etichette e adeguarsi al nuovo sistema entro 180 giorni.

"Scelte coraggiose - conclude l'Assessore Braia - che il Ministro Martina continua a chiedere all'Europa, mentre si chiudono accordi commerciali internazionali che devono assolutamente essere accompagnati da trasparenza e dalla più completa informazione che si possa mettere in campo per unire i concetti di protezione e di promozione delle nostre esperienze agroalimentari e delle nostre eccellenze". "Ma i decreti sono anche un messaggio politico forte all´Europa che ancora indugia sulla normativa che riguarda le indicazione di origine in etichettatura e sull'iter del "Made in", questioni per le quali ci battiamo da tempo".

"E' arrivato sicuramente il momento per la nostra regione - ha aggiunto - che con 135mila ettari è la terza produttrice di grano duro in Italia, di provare ad aggredire i mercati con prodotti anche trasformati, di qualità, attraverso la valorizzazione di varietà lucane come il Senatore Cappelli, il Saragolla, il Carosella".

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