Sabato, 21 Settembre, 2019

Allarme Inps, Boeri: "Boom di pensioni all'estero. E' un'anomalia"

Pensioni all'estero “anomalia”, Tito Boeri attacca: “Ne paghiamo per 1 mld a chi ha versato pochi anni di contributi” Boeri, pensioni all'estero, è anomalia
Esposti Saturniano | 20 Luglio, 2017, 14:23

Ma evidentemente il governo salva la pensione dei sindacalisti lasciando la patata bollente nelle mani di Tito Boeri e dell'Inps.

C'è un pressing sempre più forte per un giro di vite fiscale verso i pensionati che hanno preso la residenza nei Paesi dove è più conveniente incassare la rendita, grazie a un regime fiscale volutamente più favorevole.

Fioccano da subito le prime reazioni contrarie: il leghista Calderoli sostiene che "rubano lavoro agli italiani", mentre Bergamini per Forza Italia attacca con un ironico tweet: "Inps = Istituto nazionale di previdenza stranieri? No, perché a leggere Boeri viene il dubbio.".

Ci sono poi anche "le pratiche di prestazioni indebite", che Boeri ha quantificato in "circa 101 mila, di cui 60 mila sono in corso di recupero su pensione, mentre le rimanenti vengono riscosse con rimesse in denaro. Quindi con un saldo netto di 5 miliardi per le casse dell'Inps". "Il totale delle entrate che arriva dagli immigrati supera, seppur di poco, 1,2 miliardi di euro il totale delle uscite per l'immigrazione".

Un lavoratore in nero su tre in Italia è clandestino, secondo i dati delle ispezioni di vigilanza Inps nel periodo 2013-2015 illustrati da Boeri durante l'audizione.

Non è la prima volta che il presidente dell'Inps sottolinea l'importanza dei migranti per il nostro sistema di protezione sociale. In sostanza, secondo il presidente, il confronto pubblico dovrebbe concentrarsi "su come inserire gli immigrati stabilmente nel nostro mercato del lavoro regolare". Vogliamo inoltre ricordare che stiamo parlando di pagamenti residui (dal 1995 è in atto una cristallizzazione del TM in seguito all'introduzione del vincolo dei 10 anni di contributi effettivi da far valere in Italia) e in via di estinzione visto, purtroppo, l'esaurimento fisiologico della vecchia emigrazione.

L'Italia ha bisogno del contributi degli immigrati regolari per mantenere in equilibrio il sistema pensionistico. La regolarizzazione degli stranieri, dunque, porta a "un'emersione persistente nel tempo di lavoro altrimenti svolto in nero". Lo si vede dal numero di lavoratori che hanno ricevuto il permesso di soggiorno in giovane età: la quota degli Under 25 che cominciano a contribuire all'Inps come dipendenti è passata dal 27,5% del 1996 al 35% del 2015. Una "anomalia" la giudica, che fa perdere soldi all'Inps.

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