Mercoledì, 17 Luglio, 2019

Immigrazione: Frontex apre ad una possibile revisione di Triton

Vertice di Varsavia, la strategia di Minniti: «Così va cambiato Triton» Migranti, linea dura col piano Minniti: “Cambio regole o addio Triton”
Evangelisti Maggiorino | 12 Luglio, 2017, 11:46

La Francia di Macron - che più volte ha sottolineato che una cosa sono i richiedenti asilo e un'altra i migranti economici - e la Spagna hanno già detto no all'apertura dei loro porti. Aumenterà il sostegno all'Italia sul fronte dei rimpatri, hotspot, sorveglianza coste e codice di condotta per le ong. La posizione di Frontex: Triton è una missione dell'Italia La portavoce Ewa Moncure parla oggi con la Stampa e sottoline ache Triton è una missione italiana, guidata dalla Guardia Costiera italiana, con ufficiali italiani su tutte le navi e tutti gli elicotteri, con gli italiani che decidono come smistare le imbarcazioni.

"Frontex è pronta a espandere il suo sostegno all'Italia nell'area dei rimpatri", è "impegnata a rafforzare la sua presenza negli hotspot in Italia", e propone di "espandere l'uso" dell'operazione di sorveglianza aerea (Mas) oltre a "condividere l'esperienza operativa" per stendere il codice ong. Ma quello arrivato ieri è stato "un altro passo avanti", ha commentato il Viminale. Proprio per questo, sarà costituito "senza ritardi" un gruppo di lavoro per rivedere il "concetto operativo" di Triton, alla luce delle decisioni già raggiunte a livello politico in seguito al piano d'azione presentato dalla Commissione europea lo scorso 6 luglio. Successivamente, gli Stati partecipanti saranno consultati. E' quanto annuncia l'Agenzia Ue dopo l'incontro con la delegazione italiana a Varsavia.

In particolare, l'Italia ha chiesto che "nel caso di massiccio afflusso di migranti", come avvenuto una paio di settimane fa con 12mila sbarchi concentrati in un weekend, sia possibile sbarcare le persone soccorse nei porti di altri Paesi Ue. Ma l'addio alla missione di salvataggio potrebbe rivelarsi un'arma a doppio taglio per l'Italia, che grazie all'impegno con i migranti subisce un pressing minore dall'Unione Europea sul versante economico, lato in cui al momento siamo più deboli. "Non possiamo consentire che l'inerzia dell'Europa mandi a fondo il nostro Paese" ha sentenziato il ministro Marco Minniti, comunicando tempestivamente ai partner europei la necessità di modificare l'accordo, distribuendo diversamente lo schieramento di navi nel Mediterraneo.

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