Domenica, 25 Agosto, 2019

Banche venete al debutto con Intesa. Arrivano i commissari

20170626_082808_5AFB101C Banche Venete, via libera del Consiglio dei Ministri al decreto per il salvataggio
Esposti Saturniano | 28 Giugno, 2017, 04:37

"Peraltro, a titolo di ristoro per i piccoli risparmiatori detentori di obbligazioni subordinate emesse dalle due banche, Intesa Sanpaolo stanzierà complessivamente 60 milioni di euro, che includono un importo come proprio intervento in aggiunta alla quota parte prevista del contributo del sistema bancario".

Da parte sua Intesa rileva che il suo intervento "permette di evitare i gravi riflessi sociali che sarebbero altrimenti derivati dalla procedura di liquidazione coatta amministrativa delle due banche, salvaguardando l'occupazione, i risparmi di 2 milioni di famiglie e l'attività di circa 200 mila imprese finanziate".

Nella conferenza stampa che ha tenuto subito dopo il CdM, il premier Gentiloni ha detto di confidare "che questa decisione avrà in Parlamento il sostegno che merita, cioè il più ampio possibile". Ad affermarlo in una nota è Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia.

L'unica alternativa ad Intesa "era la liquidazione disordinata o il cosiddetto spezzatino che avrebbe completamente distrutto la capacità operativa delle due banche", ha affermato in conferenza stampa il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan.

A tutta risposta arriva la nota di Bankitalia che classifica la liquidazione delle banche venete, con la cessione a Intesa Sanpaolo delle attività sane, come "un'operazione necessaria inevitabile, condotta in tempi rapidissimi, che nella sua struttura avrà costi limitati per lo Stato e che ha evitato shock al sistema finanziario e all'economia reale" sottolinea il vice direttore generale di Bankitalia, Fabio Panetta. La Banca d'Italia ha nominato i commissari liquidatori della Banca Popolare di Vincenza e Veneto Banca. Alla fine le due banche non sono riuscite a riprendersi e venerdì scorso la Banca Centrale Europea le ha dichiarate in dissesto. In questo arco di tempo si è formalmente svolta la partita della cessione della polpa delle banche venete a Intesa Sanpaolo.

Se è vero che lo Stato ha stanziato denaro per limitare l'impatto della fusione sui dipendenti, è anche vero che il nodo da sciogliere più immediato riguarderà i quattromila esuberi che, secondo le prime stime, seguiranno all'incorporazione dei due istituti in Intesa. Dalla Banca sostengono che "I clienti non subiscono alcuna conseguenza da questo passaggio: gli uffici e gli sportelli della banca saranno regolarmente aperti e pienamente funzionanti; tutte le operazioni bancarie potranno essere effettuate senza variazioni, ma sotto la responsabilità di Intesa Sanpaolo".

Si tratta dello stesso mantra che ha provato a ripetere la delegazione inviata da Ca' de Sass nei due nuovi feudi, guidata dal dg della Banca dei Territori, Stefano Barrese e dal coo Eliano Omar Lodesani. Nei t e rmini dell'accordo, inoltre, anche il contributo da 1,5 miliardi che cade sulle spalle del governo, il quale si farà carico delle spese per i vecchi contenziosi legali da chiudere. Per entrambe le banche è presente l'ex amministratore delegato di Popolare Vicenza, Fabrizio Viola.

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