Lunedi, 23 Settembre, 2019

Bankitalia, cessione Venete a Intesa

Banche venete, il governo approva il decreto di salvataggio Fallimento banche venete, il Consiglio dei Ministri approva il decreto Riunione lampo del Governo: l'incontro è durato 20 minuti. Pronto investimento di 5 miliardi
Esposti Saturniano | 28 Giugno, 2017, 03:55

Popolare Vicenza e Veneto Banca passano in mano ad Intesa San Paolo.

Banche venete, c'e' l'atteso e sofferto via libera del governo, che nel pomeriggio ha approvato un decreto al foto-finish per evitare una bancarotta con effetti a cascata. La Banca d'Italia ha anche provveduto a nominare nominato i commissari liquidatori della Banca Popolare di Vincenza e Veneto Banca. Dopo il fallimento dell'ipotesi ricapitalizzazione precauzionale (nessun privato si è fatto avanti per accollarsi le perdite), l'Europa ha dichiarato i due istituti falliti o prossimi al fallimento, aprendo così le porte al salvataggio. Ma i numeri dell'operazione non sono solo questi. Ma vediamo nei dettagli i costi in tasca fatti allo Stato.

Partiamo dall'inizio e proviamo a capire perchè le Banche del Nord-Est sono in crisi. "È stato bocciato tutto, le persone, il piano e pure io". Resta fermo che le banche in liquidazione coatta amministrativa risponderanno dei danni derivanti dal contenzioso pregresso nonché da quello relativo alla disciplina sull'acquisto di azioni proprie e/o sui servizi di investimento, ivi compreso quello promosso da soggetti che abbiano aderito, non abbiano aderito ovvero siano stati esclusi dalle cosiddette "Offerte Transattive" e dagli "Incentivi Welfare".

Come hanno notato diversi commentatori, si tratta in ogni caso di un grosso favore a Intesa-Sanpaolo, che è già uno dei gruppi bancari più solidi d'Europa, e che oggi in Borsa ha fatto segnare un aumento deciso. "Le regole applicate sono pienamente in linea con il quadro dell'Unione bancaria" ha chiarito un portavoce della Commissione Ue mentre da Berlino e sui giornali anglosassoni (il Wsj ha parlato di "passo indietro" per l'Eurozona) rimbalzano le polemiche per un aggiramento delle regole sul bail in.

Subito dopo, Gentiloni è sceso in sala stampa accompagnato dal Ministro dell'Economia, Padoan, soddisfatto di questa operazione minuziosa appoggiata anche dall'Unione Europea.

A farsi avanti per salvare Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca è stata Intesa San Paolo. L'intervento sulle due Banche Venete "assicura la tutela di tutti i risparmiatori e dei creditori senior e che sono previste inoltre misure di ristoro per titolari di strumenti finanziari subordinati retail".

Nella squadra dei commissari per entrambe le banche è presente l'ex amministratore delegato di Popolare Vicenza, Fabrizio Viola. "Non abbiamo salvato due banche che non stavano in piedi". Il salvataggio prevede una spesa immediata di circa 5 miliardi pubblici, che potrebbero diventare 17 nel caso in cui le garanzie poste dallo Stato sui creditoriati delle due banche venete non fossero escussi. I rimanenti andranno "a copertura delle garanzie per fronteggiare eventuali imprevisti legati al completamento della due diligence sullo stock di sofferenze".

Se è vero che lo Stato ha stanziato denaro per limitare l'impatto della fusione sui dipendenti, è anche vero che il nodo da sciogliere più immediato riguarderà i quattromila esuberi che, secondo le prime stime, seguiranno all'incorporazione dei due istituti in Intesa.

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