Domenica, 21 Luglio, 2019

Allarme della Corte dei Conti: dalla corruzione effetti devastanti

Poca crescita e troppo debito, l'Italia vista dalla Corte dei Conti Corte dei Conti: la spending review non ha contenuto la spesa pubblica
Acerboni Ferdinando | 28 Giugno, 2017, 01:23

Detto questo, la valutazione sui conti dello Stato del 2016 "è per vari aspetti positiva poiché si evidenzia una sostanziale tenuta dei conti entro un quadro d'assieme, che vede progressivamente ricondotti all'equilibrio di bilancio alcuni principali comparti quali quelli riguardanti le Amministrazioni locali, assegnandosi allo Stato centrale un ruolo strategico nel perseguimento degli obiettivi programmatici".

La Corte dei conti punta il dito contro il livello troppo elevato del nostro debito pubblicoe, ancora una volta, sulle misure anticorruzione, ancora insufficienti a combattere un fenomeno "devastante".

"D'altra parte - ha aggiunto - l'elemento di maggiore vulnerabilità dell'economia italiana - vale a dire l'elevato livello del debito pubblico - impone alla politica economica, ben di più di quanto non derivi dai vincoli fissati con le regole europee sui conti pubblici, di proseguire lungo un 'percorso di rientro' molto rigoroso, attraverso una attenta gestione dei conti pubblici che garantisca il raggiungimento, in tempi certi, degli obiettivi programmati di saldo e di debito, scongiurando inversioni di segno negativo delle aspettative dei 'mercati'".

Priorità interventi strutturali. In occasione della relazione sul rendiconto generale dello Stato, il Presidente di coordinamento delle sezioni riunite in sede di controllo della Corte dei Conti, Angelo Buscema, sottolinea come "gli interventi strutturali per la ripresa della crescita di lungo periodo, con le opportune azioni di riforma e di rilancio degli investimenti", siano una "priorità".

Sotto la lente della Corte anche la spending review che non ha prodotto risultati in termini di riduzione totale della spesa pubblica. Parliamo di sanità, servizi e opere pubbliche. Secondo la Corte dei conti negli ultimi anni "è emersa l'esigenza di una verifica dei risultati piu' rispondente a dati reali", anche se rimane confermata "la centralità del programma di razionalizzazione delle procedure tramite Consip nelle politiche di contenimento sella spesa". "Resta, quindi, ancora attuale la necessità di una revisione attenta di quanto può, o non può, essere a carico del bilancio dello Stato". Per lo Stato, "nonostante l'incremento delle spese mediate da Consip, l'acquisizione di beni e servizi risulta ancora in prevalenza effettuata con il ricorso alle procedure extra-Consip".

"Sostanziale tenuta dei conti, rigore via obbligata". Secondo il presidente, comunque, "l'indirizzo rigoroso" nella gestione della finanza pubblica deve essere visto "come una via obbligata da perseguire responsabilmente", e non "come l'adesione a regole imposte dall'esterno". Ecco che, aggiunge, "è essenziale che il nostro Paese mostri una ferma determinazione a perseguire una duratura riduzione del debito pubblico".

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