Martedì, 25 Giugno, 2019

Sì al salvataggio delle banche venete "5,2 miliardi garantiti dallo Stato"

Banche venete decreto salvataggio in Cdm Banche venete, Padoan: lo Stato muoverà risorse per 17 miliardi
Esposti Saturniano | 27 Giugno, 2017, 19:16

C'è il decreto del governo per il salvataggio delle due banche venete.

La spesa che lo stato affronterà immediatamente è di 5,2 miliardi, che serviranno a Intesa San Paolo in buona parte (4,8 miliardi) per mantenere i propri coefficienti patrimoniali, mentre 400 milioni serviranno come garanzie per i crediti delle banche venete.

"I commissari liquidatori - si legge ancora nella nota della nuova BpVi -, in attuazione delle indicazioni ministeriali e con il sostegno dello Stato italiano, hanno provveduto alla cessione di attività e passività aziendali a Intesa Sanpaolo Spa, che è subentrata nei rapporti della cedente con la clientela senza soluzione di continuità".

Da parte sua Intesa rileva che il suo intervento "permette di evitare i gravi riflessi sociali che sarebbero altrimenti derivati dalla procedura di liquidazione coatta amministrativa delle due banche, salvaguardando l'occupazione, i risparmi di 2 milioni di famiglie e l'attività di circa 200 mila imprese finanziate". Non quelle di Intesa Sanpaolo che mette sul piatto un euro, non di più, per farsi carico della cosiddetta "good bank", la parte relativamente sana delle banche venete.

E' stata una corsa contro il tempo per garantire che lunedì mattina gli sportelli delle due banche riaprano regolarmente, dopo che la Bce le ha dichiarate 'fallite'. Io sarò il primo ad arruolarmi casomai daranno qualche miliardo anche a me!

Due #banche venete, Veneto Banca e Popolare di Vicenza, continueranno ad operare, di fatto, come componenti del gruppo Banca Intesa: non ci sarà alcuna interruzione nelle normali attività di sportello.

Bankitalia ha annunciato chi saranno i commissari che si occuperanno della transizione. Come conseguenza dell'operazione, è previsto l'apporto di fondi statali per 1,285 miliardi di euro che come confermato nel CdM di ieri vedrebbe "la copertura degli oneri di integrazione e razionalizzazione connessi all'acquisizione, che riguardano tra gli altri la chiusura di circa 600 filiali e l'applicazione del fondo di solidarietà in relazione all'uscita, su base volontaria, di circa 3.900 persone del gruppo risultante dall'acquisizione, nonché altre misure a salvaguardia dei posti di lavoro, quali il ricorso alla mobilità territoriale e iniziative di formazione per la riqualificazione delle persone".

Subito dopo, Gentiloni è sceso in sala stampa accompagnato dal Ministro dell'Economia, Padoan, soddisfatto di questa operazione minuziosa appoggiata anche dall'Unione Europea.

Se è vero che lo Stato ha stanziato denaro per limitare l'impatto della fusione sui dipendenti, è anche vero che il nodo da sciogliere più immediato riguarderà i quattromila esuberi che, secondo le prime stime, seguiranno all'incorporazione dei due istituti in Intesa.

La crisi di Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza costerà in totale 42,5 miliardi di euro alla collettività.

Altre Notizie