Domenica, 17 Novembre, 2019

Ransomware Petya, attacco hacker globale: colpita anche la centrale di Chernobyl

Attacco hacker contro Rosneft, il colosso petrolifero russo Russia: Rosneft sotto attacco hacker
Deangelis Cassiopea | 27 Giugno, 2017, 19:11

Group-IB, società russa esperta di cyber-sicurezza, fa sapere che ad infettare i PC di oltre 80 società russe e ucraine è il virus Petya.

Il sito della Rosneft, colosso petrolifero russo, è irraggiungibile e nella metropolitana di Kiev non si possono effettuare pagamenti elettronici.

Chernobyl, sito offline. Anche la centrale nucleare di Chernobyl è stata colpita dall'attacco hacker.

L'attacco è avvenuto dopo che ieri un tribunale ha congelato gli asset della holding Sistema del businessman Vladimir Evtushenkov, come risultato di una causa intentata da Rosneft, la compagnia petrolifera da lei controllata, Bashneft, e dal governo della Repubblica russa del Bashkortostan, convinti che Sistema si sia appropriata di 3 miliardi di dollari di Bashneft, dal 2009 al 2014 quando ne era proprietaria.

(Teleborsa) - Torna l'allarme hacker in Europa a meno di due mesi dalla diffusione del virus WannaCry che ha messo in ginocchio 99 Paesi in tutto il mondo. Una volta completato l'attacco, l'hacker stabilisce il riscatto, normalmente da pagare in Bitcoin.

Il vicepremier ucraino Pavlo Rozenko ha comunicato tramite Twitter che tutti i terminali di Kiev compresi quelli dei trasporti sono stati manomessi e che la capitale è sostanzialmente bloccata con cittadini e turisti costretti a corposi ritardi negli spostamenti e nei voli. Nonostante questo attacco, comunque, i responsabili della centrale evidenziano che i sistemi interni tecnici "funzionano regolarmente". L'attacco ha colpito il colosso del trasporto marittimo danese Maersk, il gigante della pubblicità britannico Wpp e la società francese Saint-Gobain. Il sito della centrale elettrica è inoltre inaccessibile. La portavoce dell'SBU - i servizi di sicurezza ucraini - avrebbe detto che all'interno dell'agenzia si suppone che gli attacchi siano partiti dalla Russia o dai territori occupati del Donbass.

"L'uso del virus Petya è atipico per una azione cybercriminale su questa scala - spiega all'ANSA l'esperto di sicurezza Andrea Zapparoli Manzoni -".

Sono già molti i Paesi e le aziende ad aver lanciato l'allarme.

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