Sabato, 17 Agosto, 2019

Banche venete, Bankitalia: costo Stato contenuto, potrebbe non perdere nulla

Lena Klimkeit  DPA			
											Economia		
		Da Lancia alle banche quando per la salvezza vale un euro Lena Klimkeit DPA Economia Da Lancia alle banche quando per la salvezza vale un euro
Esposti Saturniano | 27 Giugno, 2017, 19:03

Per Popolare di Vicenza si tratta di Maria Elisabetta Contino, Francesco De Santis e Raffaele Lener mentre per Veneto Banca sono Franco Benassi, Giuseppe Vidau e Andrea Guaccero. Non quelle di Intesa Sanpaolo che mette sul piatto un euro, non di più, per farsi carico della cosiddetta "good bank", la parte relativamente sana delle banche venete.

"I commissari liquidatori della Veneto Banca Spa e della Banca Popolare di Vicenza Spa in liquidazione coatta amministrativa hanno ceduto a Banca Intesa Sanpaolo le attività e passività costituenti un ramo d'azienda bancaria delle due banche in liquidazione".

A questo, si aggiunge il parere positivo all'aiuto di Stato da parte dell'Unione Europea che in una Nota afferma: "La Commissione Ue ha approvato le misure italiane per facilitare la liquidazione di BPVI e Veneto Banca in base alle norme sull'insolvenza". In questi territori la nostra banca intende rimanere elemento centrale per le famiglie e le imprese, secondo un modello di fare banca che fa di Intesa Sanpaolo un protagonista riconosciuto a livello europeo. Veneto Banca invece avrà: Alessandro Leproux, Giuliana Scognamiglio e Fabrizio Viola. A Piazza Affari le banche brindano al perfezionamento dell'operazione di salvataggio delle venete e gli analisti, pressochè all'unanimità, promuovono la soluzione di una liquidazione ordinata e il venir meno di un significativo elemento di incertezza, che aveva pesato sulle recenti performance borsistiche. Il contratto include una clausola risolutiva, che prevede l'inefficacia del contratto e la retrocessione alle banche in liquidazione coatta amministrativa del perimetro oggetto di acquisizione, in particolare nel caso in cui il Decreto Legge non fosse convertito in legge, ovvero fosse convertito con modifiche e/o integrazioni tali da rendere più onerosa per Intesa Sanpaolo l'operazione, e non fosse pienamente in vigore entro i termini di legge.

Palazzo Koch ha anche nominato i commissari liquidatori delle due banche. Qui aspettiamo tutti impazienti il lavoro della magistratura che, ahimè, come sempre accade in questi casi, interviene sempre dopo, quando i buoi sono già scappati da un pezzo. Le due banche sono in realtà fallite, hanno perso la licenza, sono state in parte messe in liquidazione, e in parte integrate in Intesa Sanpaolo (dopo l'acquisto per la cifra simbolica di un euro). Il totale potrà arrivare fino a poco più di 17 miliardi, circa un punto del PIL. Il decreto che permette il passaggio a Banca Intesa delle due Venete, ripulite delle sofferenze consentirà non solo di "rassicurare e stabilizzare la situazione", ha detto Paolo Gentiloni (in foto), ma anche di "risanare il sistema in un momento in cui il suo stato di salute è cruciale per la ripresa". L'intervento sulle due Banche Venete "assicura la tutela di tutti i risparmiatori e dei creditori senior e che sono previste inoltre misure di ristoro per titolari di strumenti finanziari subordinati retail".

Oltre a questo, la BCE ha comunicato anche un'altra cosa importante: e cioè che non considerava le due banche abbastanza grandi da essere "sistemiche" (cioè da generare conseguenze significative sull'intero sistema bancario in caso di fallimento).

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