Lunedi, 14 Ottobre, 2019

Walter Veltroni: "Matteo Renzi cambi passo, il Pd non ha più identità"

Pensioni ultime notizie e novità affermazioni mini pensioni, quota 41, quota 100 Salvini, Berlusconi, Renzi Centrosinistra in bilico: Renzi non si fa vedere
Evangelisti Maggiorino | 27 Giugno, 2017, 17:39

È stata una prova elettorale figlia di una doppia assenza. Dove sono andati tutti?

Matteo Renzi ha preso un'altra sberla. Al cellulare, con i dirigenti del suo partito, il segretario in mattinata osserva: "Ci dicono che senza un nuovo centrosinistra allargato a tutti non si vince, che bisogna costruire la nuova Unione e guardare a sinistra?" E soprattutto la resurrezione della destra. Dove pure il centrosinistra si presentava unito, una coalizione sbilanciata a sinistra, sostenuta anche dagli scissionisti di Mdp perché, spiegano dal Pd ligure, "dopo la sconfitta della Paita di due anni fa si pensava che con un renziano non si potesse vincere". Ed è quindi giusto considerare la vittoria del PD nella nostra città anche come la vittoria anche di Emiliano, che ha dimostrato di aver seguito da vicino la situazione molfettese, tenendo due comizi nella nostra città a favore di Tommaso Minervini. Ma a differenza dell'Ulivo oggi il leader ingombra. Ultima considerazione: oltre al dato simbolico (Genova, Verona, L'Aquila, Pistoia etc), il centro-destra tornato in auge da ieri, e' il vecchio che torna. In vista delle prossime elezioni amministrative questo rappresenta un buon segnale per i pentastellati, ma anche la Lega aumenta le proprie ambizioni per arrivare al governo nazionale. A Genova, città simbolo delle elezioni, ha votato appena il 42% degli elettori (una conferma purtroppo).

Poi il chiacchiericcio si sposterà altrove. E ora che ha mantenuto la roccaforte lucchese il segretario del Pd che fa, nemmeno un complimento al nuovo-vecchio amico Alessandro?

Questi sono i dati veri. Insomma, secondo il segretario del Pd c'è stato un ... pareggio.

L'unico vittorioso, Giordani a Padova, nega l'appartenenza di partito e si veste da civico. In prima fila l'avversario interno al Pd Andrea Orlando.

Forse Taranto è un'isola felice nel contesto politico-amministrativo italiano; forse le cose andavano meglio di quanto pensavamo, tanto da indurre la città a premiare elettoralmente chi ha supportato i dieci anni di giunta Stefàno con i suoi successi che solo noi non vedevamo. "Ormai non c'è più nessuno che contesta la riforma del lavoro", gongola. L'esito delle amministrative, innegabilmente favorevole al centrodestra e alla logica berlusconiana, ha inquinato i pozzi del dialogo, togliendo ossigeno alla linea della cooperazione in nome del bene comune. Ha serrato la presa sul partito, l'ha persa sul Paese.

"Il dibattito sulla coalizione addormenta i cittadini". Questi sono gli schemi di gioco con cui cerca di riaccreditarsi verso l'establishment.

"In realtà - prosegue - come si ricava dai numeri, Rizzi un po' di voti a sinistra li ha recuperati, ma il vero problema è che in tanti non lo hanno proprio votato". Trovarsi imprigionati con alleati scomodi che ti vogliono superare o eliminare.

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