Lunedi, 24 Giugno, 2019

Avvenuta cessione banche venete a Intesa

20170625_174537_8270D168 Banche venete, c'è il decreto per il salvataggio. Gentiloni: "Il Parlamento ci sostenga"
Esposti Saturniano | 27 Giugno, 2017, 14:45

Roma, 25 giu. (AdnKronos) - "Oggi abbiamo deliberato l'acquisizione di parte delle attività di Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca, due istituti ormai in condizione di dissesto conclamato e per i quali erano andati falliti precedenti tentativi di salvataggio il cui costo per la nostra banca, unito a quello sopportato per la crisi delle quattro banche locali dell'autunno 2015, è stato pari a oltre 1,5 miliardi euro".

L'unica alternativa ad Intesa "era la liquidazione disordinata o il cosiddetto spezzatino che avrebbe completamente distrutto la capacità operativa delle due banche", ha affermato in conferenza stampa il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan. Peraltro, a titolo di ristoro per i piccoli risparmiatori detentori di obbligazioni subordinate emesse dalle due banche, Intesa Sanpaolo stanzierà complessivamente 60 milioni di euro, che includono un importo come proprio intervento in aggiunta alla quota parte prevista del contributo del sistema bancario.

"L'esborso sarà di circa cinque miliardi, poi ci saranno garanzie", che faranno raggiungere i 17 miliardi complessivi, ma "gli iniziali cinque miliardi saranno recuperati dallo Stato a tempo debito", ha detto il ministro. Al salvataggio delle banche venete si applica il "burden sharing" e non il salvataggio interno, che prevede la protezione dei correntisti retail e obbligazionisti senior, che saranno ristorati per un ammontare complessivo del 100% con distinzione tra risorse messe a disposizione dal pubblico e risorse aggiuntive messe a disposizione da Intesa.

Poi uno sbircia ciò che scrivono gli analisti mondiali che non hanno il fiato di De Benedetti-Pd-Renzi sulle tastiere, e scopre altro.

Gentiloni:"Causa distorsioni di sistema ben note".

La crisi, continua Gentiloni, aveva raggiunto "livelli" tali da rendere necessario "un intervento di salvataggio per evitare i rischi evidenti di un fallimento disordinato". Ed è per questa ragione che il governo, adesso, confida in una conversione di tutte le forze politiche. E dunque in sede di conversione qualunque deviazione potrebbe mandare a monte l'operazione.

Non ci sarà, dunque, alcun aggravio sulle risorse pubbliche, poiché il denaro di riferimento è legato, di fatto, a quei 20 miliardi già stanziati dal decreto di Natale "Salva-risparmia".

Se è vero che lo Stato ha stanziato denaro per limitare l'impatto della fusione sui dipendenti, è anche vero che il nodo da sciogliere più immediato riguarderà i quattromila esuberi che, secondo le prime stime, seguiranno all'incorporazione dei due istituti in Intesa. E il ceo di Intesa, Carlo Messina, specifica che l'integrazione delle due banche e del relativo personale "sarà gestita senza licenziamenti ma solo attraverso uscite volontarie".

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