Sabato, 21 Settembre, 2019

Legge anti-iPhone: Apple rischia sospensione delle vendite in Italia

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Acerboni Ferdinando | 25 Giugno, 2017, 17:37

Ebbene, secondo Arcuri la Apple starebbe valutanda tre opzioni, che hanno punti di forza e punti di debolezza: la prima sarebbe quella più desiderabile, l'integrazione all'interno del pannello OLED; la seconda parla di un sistema avanzato di rilevazione ottica; la terza, invece, di una pellicola da inserire nel vetro stesso.

Le reazioni del PD, che con Renzi combatte una battaglia per cercare di evitare vincoli troppo rigidi alle multinazionali di Internet, si sono fatte sentire attraverso Sergio Boccadutri, responsabile innovazione del partito che in una dichiarazione al Corriere.it afferma: "Il fine della legge può apparire giusto, ma se applicata solo in Italia può produrre una distorsione di mercato enorme e incomprensibile".

L'articolo 4 del decreto legge riporta effettivamente la dicitura per la quale "Gli utenti hanno il diritto di [.] utilizzare a condizioni eque e non discriminatorie software, proprietario o a sorgente aperta, contenuti e servizi leciti di loro scelta".

Prevedendo il libero accesso a software, contenuti e servizi, il disegno di legge renderebbe di fatto illegali i device della mela, che non prevedono l'apertura del sistema al pubblico, sia per quanto riguarda il software che i contenuti e i servizi.

Potrebbe sembrare uno scherzo ma l'Italia rischia di essere il primo mercato in cui gli iPhone (presenti e futuri) vengano effettivamente bannati dalla vendita. Preoccupazione a Cupertino: sui computer e sui dispositivi mobili Apple non è possibile infatti installare software a sorgente libera.

Per restare sempre aggiornato sul tema di questo articolo, puoi seguirci su Twitter, aggiungerci su Facebook o Google+ e leggere i nostri articoli via RSS. Una legge che metterebbe in difficoltà la Apple. La sua legge, però, è più radicale. Gli utenti hanno il diritto di disinstallare software e di rimuovere contenuti che non siano di loro interesse dai propri dispositivi, salvo che tali software siano previsti come obbligatori da norme imperative o siano essenziali per l'operatività o per la sicurezza del dispositivo, delle reti pubbliche di comunicazioni alle quali si connette o dei dati gestiti dal dispositivo. Per i renziani, inoltre, sarebbe meglio aspettare la definizione di regole precise europee per avere un quadro normativo europeo visto che i servizi digitali non hanno frontiere. La legge è già passata alla Camera dei Deputati e fra non molto verrà calendarizzata anche al Senato della Repubblica.

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