Giovedi, 17 Ottobre, 2019

Banche venete verso la liquidazione, Bce ha detto sì. Cdm in azione

20170620_074259_02AB705F Banche venete: Intesa Sanpaolo non esclude intervento
Esposti Saturniano | 24 Giugno, 2017, 15:24

L'incognita maggiore sull'operazione - giudicata molto conveniente per Cà de Sass (Mediobanca stima un aumento del 6% dell'utile per azione e "virtualmente" zero rischi) - resta l'atteggiamento dell'Europa nei confronti dell'utilizzo di risorse pubbliche per liquidare la bad bank.

Una mail di Margrethe Vestager alla Banca d'Italia e per conoscenza al Tesoro, trasmessa attorno alle 14, aveva rimesso in discussione la complessa manovra di risoluzione oggetto in quelle ore di negoziato tra il Ministero e il team della banca milanese guidato da Paolo Grandi.

Il governo interverrà nel fine settimana a sostegno di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca.

Il governo Gentiloni vorrebbe ottenere uno sconto sugli 1,2-1,25 miliardi di capitali privati chiesti dalle autorità europee, che sono da reperire per salvare le due banche e far scattare la ricapitalizzazione precauzionale pubblica: entrambe le operazioni permetterebbero di colmare un buco patrimoniale di 6,4 miliardi. Le Autorità comunitarie, non senza sforzo, avevano detto sì al vecchio piano, ma i cambiamenti nati in seguito all'offerta presentata da Intesa Sanpaolo all'advisor Rothschild richiederanno ulteriori riflessioni e il sì non è per nulla scontato. Nei fatti dovrebbe accadere questo: Intesa San Paolo - unico istituto che si è fatto avanti per risolvere la crisi - acquisirà solo le parti sane degli istituti.

(Teleborsa) - Banche venete ancora nei pensieri del Governo, con Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca che aspettano di essere traghettate verso la salvezza. In quest'ultima dovrebbero confluire non solo i crediti deteriorati ma anche le esposizioni in bonis meno performanti per un totale di circa 17 miliardi, più 1,2 miliardi di bond subordinati e alcune partecipazioni.

Il governo si appresta infatti a mettere in liquidazione le due banche venete, vista l'impossibilità di salvarle in altri modi. Intanto la leader della Cgil, Susanna Camusso, si dice "preoccupata" per la mole di esuberi in arrivo mentre le associazioni dei piccoli azionisti veneti, a cui era stato promesso di recuperare qualcosa delle perdite miliardarie, si disperano per via dell'inevitabile azzeramento bis, in compagnia del fondo Atlante e dei titolari di bond subordinati. Ecco perche' facciamo appello al senso di responsabilita' del Presidente del Consiglio ad agire rapidamente per far sì che le opzioni sul tavolo siano immediatamente realizzate. "A me risulta cosi", ha continuato.

Da quest'ultimo pensiero si evince la velata speranza che l'austerity comunitaria sia oltrepassata in nome di una ragionevolezza che permetterebbe al sistema bancario italiano di respirare, magari fungendo da volano anche per risoluzioni future. Il segretario di Sc Enrico Zanetti, parlando all'Adnkronos, boccia l'offerta di Banca Intesa su Popolare di Vicenza e Veneto Banca. "La comprovata esperienza e le consolidate capacità del CEO Carlo Messina e del suo team manageriale - aggiunge Profumo - ci danno la certezza di saper gestire una situazione così complessa".

Esclusa la possibilità di un salvataggio esclusivo da parte dei privati - sulla falsa riga di quanto avvenuto con Banco Popular, rilevata da Santander al prezzo simbolico di un euro - non rimane altra strada da percorrere se non quella del duplice intervento, privato e pubblico.

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