Mercoledì, 19 Giugno, 2019

Tortona, fermata 26enne. "Foreign fighter dell'Isis pronta a combattere"

Terrorismo, 26enne milanese fermata dalla Digos di Alessandria Arrestata foreign fighter italiana: Era pronta a ripartire per la jihad
Evangelisti Maggiorino | 24 Giugno, 2017, 13:10

La ragazza si chiama Lara Bombonati (residente a Tortona con alcuni parenti) e sarebbe legata all'organizzazione in vista di una radicalizzazione per diventare una "foreign fighter". Era stata arrestata ed era finita in una cella nelle carceri turche fino a quando il governo non l'ha espulsa e segnalata alle autorità italiane.

Convertita all'Islam da almeno tre anni, Lara si faceva chiamare Khadija e gli uomini della digos di Alessandria l'hanno arrestata nella notte del 22 giugno e trasferita nel reparto alta sicurezza del carcere delle Vallette di Torino: il marito Francesco, islamizzato Muhammad, sarebbe morto in Siria alla fine dello scorso anno, negli stessi territori dove Lara aveva intenzione di trasferirsi. A rivelare la morte di Cascio sarebbe stata proprio Lara durante una telefonata intercettata dagli investigatori. Secondo le indagini, seguite dalla questura di Alessandria, ma sotto la direzione della procura di Torino, la donna sarebbe entrata in contatto con alcuni soggetti maghrebini. Forse una relazione sentimentale, alla base della sua conversione. Un gruppo inizialmente affidato alla guida di Hashim al-Sheikh, noto anche come Abu Jabir, molto attivo nella zona di Aleppo.

La donna avrebbe fatto parte di questo gruppo, mettendosi a disposizione dei "fratelli combattenti". Secondo gli investigatori, questo è un segnale preoccupante: indica il livello di penetrazione, in Italia, della minaccia jihadista. Da quel momento Bombonati è diventata la presunta terrorista più controllata d'Italia.

L'accusa è di terrorismo internazionale. E le accuse dovranno essere sottoposte nelle prossime ore al vaglio di un giudice torinese. "Mido" si era proclamato un "portavoce ufficiale dello stato islamico" e gestiva in proprio una serie di social network, con cui fomentava l'odio e rilanciava il "notiziario del Califfato".

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