Mercoledì, 20 Giugno, 2018

Quasi 30 miliardi di spending review. Padoan: "I risultati si vedono"

20170620_112639_615ED312 Spending review, Gutgeld: in tre anni tagli per 30 miliardi
Evangelisti Maggiorino | 21 Giugno, 2017, 10:40

A dispetto della centralizzazione, invece, i soldi spesi per gli acquisti delle pubbliche amministrazioni, dalla cancelleria ai pc, sono ulteriormente aumentati. La spending review, quindi, "ha creato circa due terzi delle risorse messe a disposizione per il conseguimento di tre importanti obiettivi" aggiunge Gutgeld, portando a "il risanamento dei conti pubblici, con la riduzione dell'indebitamento netto passata dal 3% del Pil nel 2013 al 2,4% nel 2016; la riduzione della pressione fiscale passata dal 43,6% nel 2013 al 42,3% nel 2016 (al netto degli 80 euro); il finanziamento dei servizi pubblici essenziali che rappresentano la maggioranza delle risorse re-impiegate: le prestazioni previdenziali e assistenziali (12,7% miliardi), la sanità (3,7% miliardi), la spesa per migranti (3,4 miliardi), la scuola (3 miliardi) e la sicurezza (1 miliardo)". "Mi auguro", ha puntualizzato, "che si leggerà un po' meno sulla stampa che in Italia la spending review o non si è mai fatta o si è fatta male".

Il Ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, ha commentato a Montecitorio i contenuti della Relazione annuale illustrata dal Commissario straordinario del Governo per la razionalizzazione e revisione della spesa, Yoram Gutgeld.

Sul fronte Consip Spa, finita nell'occhio del ciclone negli ultimi mesi, - continua - svolge da due decenni un ruolo importante come centrale d'acquisto nazionale della pubblica amministrazione.

La spesa pubblica è mostruosa, insostenibile, spesso inutile.

Intanto un rapporto sulla struttura del debito pubblico nei diversi Paesi Ue pubblicato da Eurostat e riferito al 2016 ha fato emergere che il 67,2% del debito pubblico italiano è detenuto nei portafogli delle istituzioni finanziarie e dei privati residenti in Italia. "Faccio appello al governo in carica, e a quello che verrà, a non mollare la presa, ci vuole tempo per raggiungere i risultati". Anche secondo il titolare del Mef la revisione della spesa "sta diventando un elemento essenziale della prassi normale della politica di bilancio". "Non c'è una religione dei tagli, un'aspirazione ai tagli ma un'aspirazione all'efficienza sulla quale lavorare e ci lavoreremo, e avremo anche nuovi strumenti", ha detto il premier Paolo Gentiloni, intervenendo alla presentazione della Relazione. Noi siamo alla ricerca delle sacche di inefficienza che determinino sprechi, ma anche delle sacche che devono essere migliorate. Nella P.A. esistono sprechi - ha affermato il Presidente del Consiglio - ma "farla facile è uno sport abbastanza diffuso e tutto sommato non conviene".

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