Domenica, 22 Ottobre, 2017

Migranti, preso Rambo il torturatore che uccideva e seviziava le vittime

Migranti: arrestato trafficante di uomini e torturatore Migranti, preso Rambo il torturatore che uccideva e seviziava le vittime
Evangelisti Maggiorino | 20 Giugno, 2017, 14:03

Secondo la Squadra mobile di Agrigento, diretta da Giovanni Minardi, Ogais sarebbe uno dei complici di Sam Eric Ackom, il ghanese arrestato lo scorso marzo dalla Squadra Mobile di Agrigento. Il nigeriano è stato accusato da diversi testimoni arrivati recentemente a Lampedusa. Agghiaccianti i loro racconti.

All'indomani dell'operazione Jonny, che portò all'arresto di 68 persone tra cui il parroco Don Edoardo Scordio e il governatore della Misericordia Leonardo Sacco, si dimisero i consiglieri comunali del PD: Damiano Milone, Carlo Cassano, Giancarmine Rodio e Salvatore Friio.

Il provvedimento porta la firma dei pubblici ministeri Calogero Ferrara e Giorgia Spiri della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, guidata da Francesco Lo Voi. "Durante la mia permanenza, all'interno di quel "ghetto' da dove era impossibile uscire, ho sentito che l'uomo che si faceva chiamare Rambo ha ucciso un migrante". Un altro testimone dice: "C'era un tale Rambo che ci seviziava".

Palermo, 20 giu. (askanews) - La Polizia di Agrigento ha fermato John Ogais, nigeriano di 25 anni, che si trovava nel cara 'S.Anna' di Isola di Capo Rizzuto, in Calabria, con l'accusa di aver violentato, picchiato e torturato decine di migranti che dalla Libia partivano alla volta dell'Europa. Per esempio: sono stato torturato con i cavetti elettrici in tensione.

Mi facevano mettere in piedi per terra, dove precedentemente avevano versato dell'acqua. Subivo delle scariche elettriche violentissime. Il racconto non finisce qui: "Una volta ho avuto modo di vedere che Rambo, il nigeriano, ha ucciso dopo averlo imbavagliato e torturato a lungo, un migrante suo connazionale che si trovava lì con noi". Questo avveniva circa due volte alla settimana.

I racconti degli altri migranti, vittime di Rambo, sono stati fondamentali per ricostruire le attività dell'aguzzino nigeriano e inchiodarlo alle sue responsabilità. Alcune volte mi picchiavano, in varie parti del corpo, con dei tubi. Nello stesso momento dell'omicidio, Rambo minacciava armato di pistola, il fratello della vittima, di non raccontare nulla alla famiglia e di farsi mandare immediatamente i soldi - dice un altro -.

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