Sabato, 24 Giugno, 2017

Omicidio Varani, suicida in cella prima del processo Marco Prato

Marco Prato Marco Prato
Evangelisti Maggiorino | 20 Giugno, 2017, 11:05

Marco Prato si è suicidato nella cella del carcere di Velletri, in provincia di Roma. E' la notte tra venerdì 4 e sabato 5 marzo quando Luca Varani viene torturato e ucciso in un appartamento di via Igino Giordani, in zona Collatina, nel corso di un festino a base di sesso, alcol e droga.

A riportare la notizia è il Secolo XIX secondo cui il ragazzo sarebbe stato trovato durante il giro d'ispezione con un sacchetto di plastica in testa che l'avrebbe soffocato. Per l'omicidio di Luca Varani era già stato condannato a 30 anni Manuel Foffo, che a differenza di Prato aveva chiesto il rito abbrevviato. Il ragazzo era in carcere assieme a Manuel Foffo per l'omicidio di Luca Varani. Nega, in ogni caso, di aver inferto uno solo colpo a Varani. Nell'intervista c'è spazio anche per una riflessione sulle condizioni della carceri italiane.

Domani Marco Prato era atteso per l'udienza di fronte al giudice. "Io trascorro tutta la giornata sdraiato su una branda".

I due assassini avevano entrambi fatto uso di sostanze stupefacenti e di alcool nei giorni precedenti l'accaduto e Foffo, dopo l'omicidio, aveva chiamato suo padre raccontandogli quello che aveva fatto. "Volevamo uccidere qualcuno, volevamo vedere l'effetto che fa'" dirà Foffo ai carabinieri.

Foffo scelse di farsi giudicare con il rito abbreviato, che prevede uno sconto di un terzo della pena. Difendendosi in aula, continuava a dirsi innocente e a ad affermare di essere succube di Foffo.

Prato avrebbe lasciato una lettera in cui spiega di essersi suicidato per le "menzogne dette su di lui" e "l'attenzione mediatica" che ha subito.

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