Sabato, 24 Giugno, 2017

Si dimettono i vertici della Consip, Cda decaduto

Evangelisti Maggiorino | 19 Giugno, 2017, 20:28

Non la pensano così le opposizioni. Nel testo viene chiesta al premier Paolo Gentiloni la sospensione delle deleghe al ministro dello Sport e al ministero dell'Economia la revoca dell'incarico da amministratore delegato a Luigi Marroni.

"E' del tutto evidente che la vicenda del ministro dello Sport Luca Lotti e quella dell'amministratore delegato dottor Luigi Marroni siano indissolubilmente intrecciate, che uno dei due abbia mentito davanti all'autorità giudiziaria e davanti all'opinione pubblica, e che la loro contemporanea permanenza in carica, nei rispettivi ruoli, costituisca un inaccettabile segnale di arroganza politica che contribuisce ad aumentare il discredito delle istituzioni pubbliche" si legge nella mozione. Ricordiamo, inoltre, che il dirigente Consip, sentito dai magistrati come persona informata sui fatti, ha ribadito, anche recentemente, la sua versione, dicendo di essere stato avvertito delle cimici dal ministro e braccio destro di Renzi e dai vertici dell'Arma, parlando inoltre di 'ricatto spregevole' di Carlo Russo e Tiziano Renzi. A sparare contro Lotti è ancora il M5s. Lo spiega il primo firmatario della mozione Andrea Augello (Idea). Appuntamento che, agenda alla mano, non dovrebbe venire fissato prima di martedì, giorno in cui governo e maggioranza si dovranno confrontare in Parlamento sulle mozioni.

Ma qual è la colpa di Marroni? Di questi 2,5 milioni di euro sono già in tasca al padre, che ne ha piena disponibilità con i limiti naturali della carcerazione (la somma non è sequestrata dalla procura di Roma), mentre gli altri 22,5 milioni di euro arriveranno nei prossimi giorni. "Non mi sono dimesso e non ho intenzione di dimettermi".

Inchiesta Consip, Ferrara indagato Intanto prosegue l'inchiesta sulle pressioni intorno al maxi-appalto Consip da 2,7 miliardi per il Facility management, vale a dire la gestione e la manutenzione, degli immobili pubblici. Si sono infatti dimessi, a quanto si apprende, i consiglieri che rappresentavano il Tesoro nel board, il presidente Luigi Ferrara e la consigliera Maria Laura Ferrigno. Da qui la sua iscrizione nel registro degli indagati.

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