Sabato, 24 Giugno, 2017

Russiagate, Trump attacca: "Comey è una gola profonda"

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Evangelisti Maggiorino | 19 Giugno, 2017, 18:40

"Il presidente cominciò chiedendomi se volevo restare come direttore dell'Fbi", poi "mi disse: 'ho bisogno di lealtà, mi aspetto lealtà'".

L'avvocato personale del presidente Usa Donald Trump, Marc Kasowitz, presenterà denuncia a carico dell'ex direttore dell'Fbi James Comey dopo che quest'ultimo ha ammesso si avere fatto filtrare sui media i memo delle sue conversazioni con lo stesso Trump.

La Casa Bianca, infatti, ha prima sostenuto che Comey è stato licenziato solo perché é stato il viceministro della Giustizia, Rod Rosenstein, a suggerirlo al presidente in un memorandum in cui gli avrebbe fornito gli elementi legale per farlo fuori. Possibilità almeno allo stato delle cose remota, per tutte le tensioni che potrebbe portare nel paese con un Trump tutt'altro che arrendevole.

Basterà attendere poche settimane per verificare se Trump avrà avuto di nuovo ragione: assurto al ruolo di principale nemico pe la grande stampa, per il Partito democratico e per l'establishment del suo stesso Partito repubblicano il neopresidente ha sempre interpretato ruoli scomodi, schierandosi in pima fila come outsider e proponendo una grande svolta nella politica estera americana improntata ad una stretta collaborazione con la Russia, finora demonizzata dalle ultime amministrazioni democratiche.

In seguito al tweet di Donald Trump inerente appunto le registrazioni, Comey ha detto di essersi svegliato nel cuore della notte e di aver condiviso i contenuti del memorandum con un giornalista, Daniel Richman, professore di diritto alla Columbia University. "Ma ho fiducia che nessun voto sia stato alterato", ha sottolineato. No, risponde Comey, Trump non gli chiese di fermare l'indagine Russiagate, ma di "lasciar andare" sull'ex consigliere per la sicurezza nazionale, Michael Flynn.

Nancy Pelosi, leader dei democratici alla Camera, si è detta "preoccupata per l'idoneità" del presidente alla sua carica, all'indomani della deposizione al Senato in cui l'ex capo dell'Fbi James Comey ha accusato Donald Trump di pressioni e menzogne. Nell'intervento in diretta di Comey al Senato sono poi arrivate nuove accuse contro l'amministrazione di Washington, impegnata - a dire del funzionario - a diffamare l'FBI minacciandone l'indipendenza. "Io ero onestamente preoccupato che potesse mentire sulla natura dei nostri incontri e così ho pensato che fosse importante documentarli". L'uomo scelto da Obama per dirigere il 'Bureau', ha anche detto che "le ambigue spiegazioni per il mio licenziamento (da parte di Trump) mi hanno confuso, visto che fino ad allora mi era stato ripetuto che stavo facendo un gran lavoro".

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