Giovedi, 14 Dicembre, 2017

Milano: ergastolo a Pellicanò, fece esplodere palazzo in via Brioschi

Milano fece esplodere il palazzo per punire la compagna ergastolo per Pellican Giuseppe Pellicanò, ergastolo: fece esplodere palazzina per far fuori la sua ex. E fece strage
Evangelisti Maggiorino | 19 Giugno, 2017, 17:27

Entrambi i reati nella richiesta di pena venivano aggravati per "aver agito per motivi abietti e futili", circostanza non riconosciuta dal giudice. Una perizia psichiatrica, disposta dal gip, aveva messo in luce un vizio parziale di mente dell'imputato dovuto alla sua depressione: la "strage", scrissero i periti, era diventata la "soluzione", "l'unica via d'uscita per la sua disperazione".

Il gup Chiara Valori ha stabilito una provvisionale di 1,6 milioni di euro per la famiglia Masella (di cui 800 mila euro per le due figlie di Pellicanò e della Masella, rimaste gravemente ustionate), di circa 1,5 milioni per le famiglie della coppia di fidanzati marchigiani, più qualche decina di migliaia di euro per i proprietari di appartamenti della palazzina esplosa e che si erano costituiti parte civile nel processo. Pellicanó, presente in aula, ha assistito impassibile alla sentenza. Pellicanò è stato considerato capace di intendere e volere al momento del fatto. "Siamo soddisfatti della sentenza - ha detto ai giornalisti la madre dell'insegnante di danza - ma mi sollevava l'idea che lui non fosse stato del tutto responsabile". Pellicanò continuava comunque a vivere nella casa con lei e le due bambine di 7 e 11 anni.

L'uomo è stato condannato a pagare una provvisionale complessiva di 3,2 milioni, tra cui 400mila euro ciascuna alle due figlie minori di Pellicanò e Masella (verso le quali il condannato è ora decaduto dal vincolo di genitorialità). Sono scoppiati in lacrime e si sono abbracciati invece i familiari delle tre vittime dell'esplosione. "Purtroppo è una sentenza che non ci restituisce la nostra Micaela", ha commentato il signor Masella.

Il 52enne, quando ha manomesso i rubinetti del gas della sua cucina per far esplodere l'appartamento, stava assumendo psicofarmaci, cosa non menzionata dal giudice che non ha concesso dunque all'imputato l'attenuante della semi infermità mentale. "Perdono? Io no, non perdono", ha aggiunto la sorella di Micaela. Il resto dei risarcimenti dovrà essere quantificato in sede civile.

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