Martedì, 13 Novembre, 2018

Migranti: Ue, via a sanzioni a Ungheria

Migranti: l'Ue sanziona Ungheria, Polonia e Repubblica Ceca Migranti, Ue apre procedure d'infrazione per Ungheria, Polonia e Repubblica Ceca
Esposti Saturniano | 15 Giugno, 2017, 07:24

In precedenza era stato riferito che la Commissione Europea aveva avviato per il mancato adempimento delle direttive di Bruxelles la procedura che potrebbe portare a sanzioni contro l'Ungheria, la Polonia e la Repubblica Ceca per aver rifiutato di accettare i rifugiati nel quadro del programma comunitario di ridistribuzione. Non possiamo e non vogliamo lasciare soli gli Stati membri che rappresentano la porta di ingresso nell'Europa.

Secondo la Commissione, nel 2017 i ricollocamenti sono sensibilmente aumentati rispetto allo scorso anno. Nel grafico diffuso dall'organismo dell'Ue, in corrispondenza delle caselle dei tre Paesi membri ci sono altrettante "x": il segno che, a dispetto degli obblighi sul ricollocamento, non hanno accolto nessun migrante. La Polonia, la Repubblica Ceca e l'Ungheria hanno invece ignorato gli impegni di solidarietà e accoglienza (la Repubblica Ceca in realtà ha accolto 12 profughi dalla Grecia e nessuno dall'Italia; situazione simile in Slovacchia, dove sono arrivati 15 migranti dalle coste greche, ma che in questa fase non sembra coinvolta nelle sanzioni). E per quanto riguarda i ricollocamenti bisogna essere chiari: "l'attuazione delle decisioni del Consiglio è un obbligo giuridico per tutti, non una scelta". Nella relazione sulle 'relocation' si spiega che "è cruciale che l'Italia acceleri i suoi sforzi per centralizzare le procedure di ricollocamento in pochi centri", spiegando anche che il fatto che "i profughi candidabili vengono distribuiti su tutto il territorio italiano complica il processo". Al 9 giugno il numero totale è pari a 20 869 (13 973 dalla Grecia e 6 896 dall'Italia). La Polonia si è offerta di accogliere nel 2015 e poi non ha fatto altro. Va sottolineato, in ogni caso, che quasi tutti gli Stati sono lontani dalle quote assegnate loro dal Consiglio Ue. Polonia e Ungheria hanno già avuto modo di confrontarsi sul tema. Il ministro degli esteri polacco, Witold Waszczykowski, ha "respinto la minaccia di misure". Inoltre, in una nota della Commissione si specifica che Bruxelles chiede all'Italia di "compiere maggiori sforzi per assicurare il ricollocamento di tutti i richiedenti asilo candidabili". Secondo Avramopoulos, l'Ue non può essere considerata solo per "chiedere fondi o di garantire la sicurezza".

"Con la sua decisione di ieri la Commissione europea ha nuovamente mostrato il ruolo che viene attribuito alla Repubblica ceca all'interno della Unione e quali piani hanno in mente per il nostro paese i rappresentanti di vertice della Ue". Il presidente della Polonia, Andrzej Duda, sta valutando la possibilità di indire un referendum popolare per decidere sul sistema delle quote, che li obbliga ad ospitare almeno 7 mila migranti.

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