Domenica, 21 Luglio, 2019

Così l'Ue costringerà i Paesi ad accogliere i migranti 'assegnati'

Migranti, l'Ue vuole multare Polonia, Ungheria e Cechia Migranti: l'Ue sanziona Ungheria, Polonia e Repubblica Ceca
Esposti Saturniano | 14 Giugno, 2017, 03:00

La Commissione europea ha annunciato oggi l'avvio di una procedura di infrazione nei confronti di Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca, accusate di "non aver intrapreso le misure necessarie" per far fronte alla crisi dei migranti e dei rifugiati. "Negli ultimi mesi la Commissione ha ripetutamente chiesto" agli Stati membri che non hanno ancora accolto o promesso di accogliere richiedenti asilo da Italia e Grecia "di farlo", si legge in un comunicato dell'esecutivo comunitario.

Il programma di redistribuzione dei richiedenti asilo, ha spiegato il Commissario all'Immigrazione Dimitris Avramopoulos presentando la decisione a Strasburgo, "non è una scelta". Il Capo dello Stato, dopo aver visitato un campo profughi ad Atene nel corso della sua visita ufficiale in Grecia a metà gennaio, aveva spiegato che "è giusto che l'Ue chieda agli Stati membri di avere i conti in ordine e le finanze a posto, ma lo stesso rigore deve essere utilizzato anche quando gli Stati sono inadempienti sulla ricollocazione dei migranti e su altri dossier". Secondo Avramopoulos, l'Ue non può essere considerata solo per "chiedere fondi o di garantire la sicurezza".

Secondo la Commissione, nel 2017 rispetto all'anno precedente il ritmo e il numero dei ricollocamenti dei migranti sono aumentati in modo significativo. Tra questi spiccano l'Austria, che non ha acconsentito ad alcun ricollocamento, e la Slovacchia, che si è fermata a quota 16.

Analizzando tale situazione è emerso che Repubblica Ceca, Ungheria e Polonia versano in una condizione "In violazione degli obblighi legali che derivano dalle decisioni del Consiglio e dai loro impegni verso la Grecia, l'Italia e gli altri Stati membri".

È un "puro ricatto e un atto antieuropeo", ha commentato il ministro degli Esteri ungherese, Peter Szijjarto, mentre il presidente polacco Andrzej Duda ha definito la decisione dell'Ue 'decisamente negativa'. Il commissario ha ricordato i numerosi appelli rivolti ai Paesi affinché ricollocassero. Non reagiremo, non spiegheremo a loro (la Commissione) che questo è illegale. A questi se ne erano aggiunti 40 mila originariamente destinati ad "alleggerire" il fardello dei migranti giunti in Ungheria, paese di primo ingresso per le rotte dall'Est. "Ora è tempo di passare all'azione", avverte Avramopoulos "anche se non sono l'uomo più contento".

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