Martedì, 16 Luglio, 2019

Una liquidazione ordinata per le banche venete?

Una liquidazione ordinata per le banche venete? Banche venete ancora in bilico
Esposti Saturniano | 11 Giugno, 2017, 13:12

Roma, 8 giu. (askanews) - Su Veneto Banca e Popolare di Vicenza tra Italia e autorità europee si continua a lavorare all'ipotesi di una ricapitalizzazione precauzionale. Senza le condizioni per un intervento di sistema è possibile che i cda si rimettano alla Bce per valutare la miglior strada da intraprendere alla luce delle condizioni critiche in cui versano gli istituti. I consiglieri, a quanto risulta, si aspettano una parola chiara sulla possibilità di reperire gli 1,2 miliardi di capitali privati chiesti dalla Ue per autorizzare gli aiuti di Stato.

"Si sta lavorando per trovare una soluzione", ha confermato ieri sera il direttore generale di Unicredit, Franco Papa. Per le grandi banche non è uno sforzo da poco, considerando che già nel 2016 e nel 2015 avevano sborsato fior di capitali sia per andare in soccorso delle quattro Good banks (Banca dell'Etruria, Banca Marche, Carife e Carichieti) sia per dare risorse al Fondo Atlante, che si è svenato per le banche venete senza però riuscire a metterle in sicurezza. "Fatto 100 gli impieghi totali, il 93% è rappresentato da prestiti a imprese e famiglie, una quota superiore rispetto al 75% del sistema bancario nel suo complesso", evidenzia ancora la Cgia di Mestre.

Padoan cerca di rassicurare da diversi giorni i risparmiatori e gli azionisti delle banche venete, il Governo e la Commissione Europea dialogano: "con l'obiettivo comune di concordare una soluzione che garantisca la stabilità delle due banche venete e salvaguardi integralmente i risparmiatori". Non si rende conto che se falliscono, implode il sistema con un Pil da 150 miliardi, un residuo fiscale nei trasferimenti allo Stato di 21 miliardi che sono anche frutto degli investimenti fatti da queste due banche in questi anni. "Il mercato si preoccupa che la debolezza delle due banche venete possa rappresentare un rischio e generare ricadute negative per l'intero sistema", aggiunge Mediobanca Securities sottolineando come "da una parte, da un punto di vista di rischio del paese, un ulteriore intervento potrebbe" risolvere i problemi "una volta per tutte".

Non sembrerebbe previsto un bailin, dunque non verrebbero imposte perdite a chi detiene obbligazioni ordinarie né ai depositanti; ne subirebbero invece i detentori di titoli subordinati, i bond con rischi e rendimenti più alti, ma per loro il governo italiano punterebbe a rimborsi come avverrà per i creditori del Monte dei Paschi. Una strana notizia circola anche in merito alla Banca Popolare di Vicenza che la vede acquistata da un fondo estero al ridicolo costo di 10 centesimi di euro.

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