Martedì, 16 Luglio, 2019

Multe non pagate: prelievo diretto dal conto corrente

Il Fisco potrà pignorare direttamente i conti correnti ecco come difendersi DAL 1 LUGLIO IL FISCO PIGNORA DIRETTAMENTE: COME DIFENDERSI
Esposti Saturniano | 11 Giugno, 2017, 11:53

Il sistema attuale prevede che, una volta ricevuta una multa sul parabrezza, l'automobilista abbia cinque giorni per pagare la sanzione usufruendo del 30 per cento di sconto sulla somma prevista dal codice della strada. Non c'è alcun motivo per festeggiare e neanche per essere tristi. Come spiegato dal Sole 24 Ore " l'obiettivo che si può leggere in filigrana è arrivare ad azioni più mirate e che punta sempre di più sull'utilizzo di banche dati, senza sparare nel mucchio ma allo stesso tempo in grado di bloccare i patrimoni dei grandi evasori".

Il nuovo organo Agenzia delle Entrate-Riscossione, come previsto dal Decreto Legge n. 193/2016, potrà applicare tutti i poteri dell'Agenzia delle Entrate (di base più ampi rispetto a quelli concessi a Equitalia) alla riscossione delle somme dovute al Fisco.

L'incasso "coatto" non sarà automatico ed eseguito in tempi brevissimi. Se non viene effettuato, allora potrà procedere al pignoramento. Non è un caso raro che le notifiche degli atti esecutivi avvengano in violazione delle norme di legge.

Il nuovo ente avrà a disposizione un database sui conti correnti. Dopodiché c'è l'automatica cancellazione.

La prima cosa da tenere in considerazione che vi sarà una perfetta continuazione tra i due soggetti. In parole povere, limitandoci alle multe stradali, i Comuni che appioppano le contravvenzioni (divieti di sosta, eccessi di velocità, passaggio col semaforo rosso, ingresso non autorizzato nelle ZTL e altro) potranno avvalersi dell'Agenzia delle Entrate - Riscossione per incassare vecchi verbali non pagati dagli automobilisti. Si pensi alla consistenza del conto corrente e alla relativa banca di appoggio o alla presenza di redditi di lavoro dipendente o da pensione. E soprattutto con gli stessi poteri d'indagine dell'Agenzia delle Entrate. Da Equitalia replicano però che a questa strada si farà ricorso soltanto come "extrema ratio". Sotto questo punto di vista non cambierà niente il 1° luglio. La cancellazione di Equitalia infatti non equivale al suo annullamento ma al suo "passaggio" all'interno dell'Agenzia delle entrate, e questo significa che la vecchia Equitalia acquista la capacità di riscuotere. Lasciare il conto a zero è uno dei rimedi più frequenti per evitare il rischio di incorrere nel pignoramento conto corrente.

Per il Fisco è differente: quando siamo di fronte ad una cartella esattoriale la procedura cambia, in quanto non occorre l'autorizzazione del giudice in quanto la cartella di pagamento è in sé già un atto esecutivo al pari dell'atto di precetto e pertanto si può procedere al pignoramento, se passati 60 giorni dalla notifica, la cartella esattoriale non è stata pagata.

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