Giovedi, 18 Luglio, 2019

Real Madrid, Florentino Perez: "Zidane il migliore allenatore del mondo"

Cacciopini Corbiniano | 06 Giugno, 2017, 10:58

Da Bonucci, a Pjanic ma soprattutto Higuain e Dybala. Non ero scarso prima, non sono un genio adesso ma un appassionato di calcio. Improvvisamente un boato. A quel punto il fuggi fuggi in una piazza strapiena di tifosi. Per la Juventus resta l'amarezza di una finale praticamente non giocata, il rimpianto per una difesa che ha subito più gol nell'atto conclusivo che in tutta la competizione, magari anche la rabbia per l'impatto inutile se non dannoso di Cuadrado che si è fatto espellere per doppia ammonizione infliggendo il colpo del ko ai sogni bianconeri. E' stata solo un'illusione che il principe di Madeira ha crudelmente sfatato. Sopratutto stanca fin dal primo tempo. Al 90°, poi, Asensio cala il poker, rendendo ancora più altisonante l'affermazione del Real Madrid. Ecco, è appunto la replica della delusione a pesare più di ogni cosa sulla Juventus, sui suoi giocatori che mai più avrebbero pensato di veder accostato il proprio nome a una sconfitta. Sono orgoglioso dei miei ragazzi.

E il futuro? "Ora riposiamo, per il prossimo anno vedremo".

Uno sfottò per i tifosi bianconeri che hanno perso la finale di Champions League ieri sera per 4 a 1 contro il Real Madrid. L'obiettivo è quello di crescere ancora: "Dobbiamo farlo, anno dopo anno, giorno dopo giorno". Capita e non puoi neppure fartene una colpa, se di fronte hai una squadra che di coppe ne ha vinte 12, tre negli ultimi quattro anni: chiamatela pure abitudine a vincere, quella consuetudine con il trionfo che in Italia non frequentiamo più da tempo. Si vince anche con questi doti, e non solo sul campo, la 12ma Champions League.

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