Giovedi, 05 Dicembre, 2019

Kevin, il bimbo cinese schiacciato in piazza San Carlo è salvo

Evangelisti Maggiorino | 05 Giugno, 2017, 21:45

"Non sono state acquisite dichiarazioni di testimoni che abbiano udito o comunque segnalato inequivocabilmente l'esplosione di petardi o bombe-carta, ma sono stati sequestrati residui di artifici pirotecnici e generatori fumogeni, di cui non è stato accertato il momento dell'eventuale utilizzo nella piazza". È stato ricoverato al Regina Margherita ieri sera per un trauma toracico, l'ospedale torinese infantile torinese, dove si trova il papà, Xinguang, cinese, 56 anni di cui 35 trascorsi a Torino a lavorare nella ristorazione, che ha la voce a volte rotta dall'emozione e dallo spavento mentre parla del suo bambino. "Il numero dei feriti - conclude la nota - si aggira intorno alle 1500 unità, numero che potrebbe crescere in considerazione del fatto che cure ed assistenza sono richieste dalle persone ferite anche in località diverse da Torino". "Abbiamo incontrato altri amici e ci siamo avvicinati il più possibile al maxi schermo". Ma è scoppiato il panico: tutti correvano. Un ragazzo di colore grande e muscoloso ha cercato di soccorrerci e quando si è accorto che c'era Kevin ha iniziato a urlare "c'è un bambino c'è un bambino" e ha spostato tutti di forza per salvare mio fratello. "Prima di tutto è necessario ricostruire la dinamica precisa dei fatti", ha aggiunto a margine della cerimonia per la festa dei Carabinieri. Lui era cosciente, piangeva. I miei quattro figli sono nati qui - racconta l'uomo - e Kevin, che è il più piccolo, è appassionato di calcio. Scossa la sindaca Appendino, che ha espresso la sua solidarietà ai feriti in un messaggio su Twitter.

Dapprima si era pensato a un falso allarme, a qualcuno che - per scherzo o per suggestione - poteva aver gridato all'attentato. "Mi ha chiesto per settimane di poter vedere la finale, il suo sogno era andare a Cardiff, ma noi non ce lo possiamo permettere". Numerose persone sono state schiacciate sulle transenne e sulle vetrine dei negozi vicini, che sono state infrante a causa dell'eccessiva pressione.

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