Sabato, 20 Luglio, 2019

Virginia Raggi: se rinviata a giudizio non mi dimetto

20170530_121007_D525A018 Processo Marra, Virginia Raggi andrà in aula come testimone: "Se rinviata a giudizio non mi dimetto"
Evangelisti Maggiorino | 31 Mag, 2017, 18:51

Dopo sei mesi, Virginia Raggi e Raffaele Marra torneranno a vedersi faccia a faccia ma direttamente in Tribunale il 30 giugno, quando inizierà l'esame dei primi cinque teste indicati dalle difese.

Intanto Raggi dovrà testimoniare proprio nel processo a Marra e Scarpellini. Secondo l'accusa quella dazione di Scarpellini era finalizzata all'ottenimento di favori alla luce della posizione occupata in Campidoglio da Marra.

Improvvisamente il garantismo è diventato la stella polare del Movimento 5 stelle, un garantismo caso per caso, però, anche se quello che si pretende da un codice etico è una serie di regole precise da applicare ciascuna in un determinato caso.

Se la sindaca fosse rinviata a giudizio in estate per Matteo Renzi sarebbe tutto un gioco da ragazzi e la sua campagna elettorale sarebbe in totale discesa soprattutto se si votasse a settembre/ottobre; i grillini sarebbero azzoppati in partenza. Una svolta garantista che era arrivata a distanza di qualche mese dal vortice che aveva travolto l'ex assessore all'Ambiente Paola Muraro, che ha iniziato da tempo a criticare senza mezzi termini il Movimento e Beppe Grillo sparando a zero anche sull'amministrazione capitolina. Ai cronisti che, sempre a margine dello stesso convegno, le hanno chiesto se si dimetterà nel caso di rinvio a giudizio, ha risposto: "Stiamo parlando in questo momento di una cosa che non è attuale e comunque direi di no". E a farle eco c'è anche il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio che ribadisce che "il codice etico M5s prevede una valutazione caso per caso".

E' ancora da stabilire se il sindaco verrà ascoltato come semplice testimone o come testimone assistito in quanto indagato in procedimento connesso. Svelando come la sindaca fosse stata informata passo dopo passo dell'iter scelto proprio da Raffaele Marra per occupare i posti chiave. In questa seconda circostanza potrebbe avvalersi della facoltà di non rispondere. E a questo punto è possibile che Virginia Raggi abbia deciso di attendere senza replicare la decisione del procuratore aggiunto Paolo Ielo e del sostituto Francesco Dall'Olio sull'inchiesta che la vede indagata per abuso d'ufficio per due nomine: quella di Renato Marra, il fratello di Raffaele, a responsabile del Turismo del Campidoglio; e quella di Salvatore Romeo a capo della sua segreteria.

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