Mercoledì, 17 Luglio, 2019

Ecco come Alfano bistratta Renzi su frenesia elettorale e Tedeschellum

FI idea Berlusconi una lista'Cittadini scontenti Ecco come Alfano bistratta Renzi su frenesia elettorale e Tedeschellum
Evangelisti Maggiorino | 31 Mag, 2017, 17:36

Il Pd non ha i numeri da solo. No ai "veti" dei piccoli partiti, è la linea del Pd e anche di Silvio Berlusconi che smentisce retroscena su una sua contrarietà alla soglia al 5%: "Fosse per me la porterei all'8%", rincara il Cavaliere. "Il governo - ha aggiunto - continua a lavorare, sono molte le scelte che devono essere fatte". Un salasso per gli italiani che potrebbe rivelarsi una autentica debacle per i partiti che la voteranno, soprattutto quelli che sostengono il governo, in primo luogo quello del Presidente del Consiglio e del loquace segretario del partito che, si è visto, piace poco agli italiani che di slogan e slide hanno piene le tasche. Ma abbiamo scelto la strada della responsabilità e la nostra serietà sta nell'offrire al Paese un sistema che abbia un consenso più ampio possibile. Letta, Renzi e adesso vedremo se indurrà anche Gentiloni alle dimissioni oppure lo sfiducerà. Il quale si è affrettato a dire che la propria contrarietà a questa impostazione non è dovuta "a una questione di soglia". Chi si è tenuto a distanza dal dibattito elettorale è il commissario agli affari economici Pierre Moscovici: "Le elezioni non sono mai un problema, siamo preparati a prendere tutte le decisioni per ogni tipo di situazione".

È certamente vero, ma il professore non ha considerato, come invece aveva fatto poco prima di lui nella stessa trasmissione Marco Damilano, vice direttore de L'Espresso, una variabile che, in qualche misura, preoccupa tutti i partiti, la manovra finanziaria di fine anno. Il punto qualificante sarebbe che il sistema proporzionale ha il 5 per cento di sbarramento, un elemento inamovibile L'altro elemento cardine è la possibilità di esprimere una preferenza nominativa.

"In Europa un partito tradizionale che sta al 30% è un'eccezione, non una regola, è una rarità", ha rilevato ancora il segretario del Pd. Angelino Alfano è ai ferri corti con Matteo Renzi. Nella sede di via Sant'Andrea delle Fratte ci sono infatti Luca Lotti, Matteo Orfini e Lorenzo Guerini. Si vota solo per il partito che ha scelto il candidato sulla quota maggioritaria e quel solo voto varrà automaticamente per la quota proporzionale del partito, con un listino bloccato a 5 nomi.

Al Nazareno si ragiona sull'ok definitivo del Senato entro metà luglio.

Altre Notizie