Giovedi, 05 Dicembre, 2019

Arresto cardiaco per Laura Biagiotti, danno cerebrale gravissimo

Laura Biagiotti è morta. E’ stata la prima stilista a sfilare in Cina Arresto cardiaco per Laura Biagiotti, danno cerebrale gravissimo
Evangelisti Maggiorino | 26 Mag, 2017, 12:57

Non lascia troppe speranze l'ultimo bollettino emesso dai medici dell'ospedale Sant'Andrea di Roma, dove Laura Biagiotti, 73 anni, è ricoverata da ieri sera.

È morta la stilista Laura Biagiotti. A causa di un arresto cardiocircolatorio la stilista romana è ricoverata nel reparto di rianimazione del Sant'Andrea: è in condizioni molto gravi. La figlia Lavinia, con la quale condivide la gestione dell'azienda, è subito corsa nella capitale per accertare le condizioni di saluta della madre. I sanitari spiegano che le manovre avviate già prima che la paziente giungesse in ospedale e poi ripetutamente effettuate al Pronto Soccorso, avevano consentito la ripresa dell'attività cardiaca, ma il quadro clinico e gli accertamenti effettuati attestavano un grave danno cerebrale di tipo anossico. Lo si apprende da fonti d'agenzia. E' stata definita dal "New York Times" la "regina del cashmere".

La Biagiotti, dopo le prime collaborazioni con nomi come Roberto Capucci a Rocco Barocco aveva fondato all´inizio degli anni ´70 la sua maison e cominciato a proporre le collezioni personali - la prima a Firenze - che avevano immediatamente suscitato grande attenzione da parte degli addetti ai lavori e della stampa.

Un attacco cardiaco l'ha colpita intorno alle 21.30 di ieri sera, nella sua casa vicino Roma.

Alle redini di una realtà (globalmente nota) fondata dalla mamma Delia a partire da una piccola sartoria - aperta in pieno boom economico - in via Salaria a Roma, Laura Biagiotti portava avanti l'azienda con la figlia Lavinia che al momento del malessere si trovava a Londra ma è prontamente rientrata per stare accanto alla madre. Dal 1980 viveva e lavorava nella campagna romana di Guidonia, nel castello Marco Simone, dell'XI secolo, riportato all'antico splendore assieme al marito Gianni Cigna, prematuramente scomparso nell'agosto 1996. Nel 1966 firma la sua prima collezione per Schuberth. Nel 2003 ha donato il nuovo Grande Sipario al Teatro La Fenice di Venezia, dopo che l'originale era stato distrutto dall'incendio.

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