Lunedi, 23 Ottobre, 2017

Inchiesta Trapani: Crocetta indagato, l'accusa è di concorso in corruzione

Arrestati armatore ed ex sindaco: «Corruzione nei trasporti marittimi» Politica trapanese travolta dalle inchieste: in manette per corruzione anche il candidato sindaco Fazio
Evangelisti Maggiorino | 20 Mag, 2017, 00:08

L'indagine è coordinata dalla Procura di Palermo. Ha subito due gradi di giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa, il gup prima e la corte di Appello dopo hanno sentenziato in modo identico, la prescrizione per i fatti risalenti sino al 1994 e lo hanno assolto per insufficienza di prove per il periodo successivo. Fazio è stato sindaco di Trapani fino al 2012. "Il gip - spiega il procuratore capo di Palermo Francesco Lo Voi - parla di stabile asservimento dell'onorevole Fazio, che avrebbe utilizzato espressioni minacciose con il dirigente regionale che aveva revocato un bando favorevole a Morace, oltre al boicottaggio di un consulente non gradito all'armatore".

Anche il governatore siciliano Crocetta risulterebbe indagato nell'inchiesta che ha portato all'arresto dell'armatore Ettore Morace.

Agli arrestati vengono contestati a vario titolo i reati di corruzione, turbata libertà degli incanti, violenza o minaccia a pubblico ufficiale, accesso abusivo ad un sistema informatico, rivelazione del segreto d'ufficio e installazione di apparecchiature atte ad intercettare conversazioni telefoniche. Attraverso tale attività illecita, gli armatori Morace sarebbero riusciti ad incamerare importanti informazioni che confermavano i loro sospetti. Fazio e un paio di rolex regalati ad altri soggetti. Stesso provvedimento anche per un funzionario regionale, Giuseppe Montalto, segretario particolare dell'assessore regionale ai Trasporti Giovanni Pistorio (ex Udc, ora Centristi per l'Italia). Fazio e Montalto sono stati posti ai domiciliari, misura cautelare in carcere per l'armatore Morace, succeduto alla guida della compagnia al padre, Vittorio Morace, patron del Trapani calcio. In gioco fondi pubblici che superano i 56 milioni di euro. Morace, sempre secondo quanto emerge dall'inchiesta, si sarebbe attivato anche per ottenere un intervento presso il Cga, Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana al fine di ottenere il ribaltamento della sentenza del Tar Sicilia del 21 febbraio 2017, dispositivo con il quale era stato rigettato il ricorso presentato dalla Liberty Lines avverso l'annullamento in autotutela della gara d'appalto per i trasporti su navi veloci per il 2016. L'ordinanza inoltre sottolinea un forte contrasto vide protagonista il direttore del dipartimento Fulvio Bellomo quando questi tentò di ridurre il valore degli oneri sociali.

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