Mercoledì, 13 Dicembre, 2017

Draghi: la crisi è alle spalle, ora l'Ue ritrovi il suo cammino

Il presidente della Bce Mario Draghi Il presidente della Bce Mario Draghi
Esposti Saturniano | 19 Mag, 2017, 19:57

"La domanda interna, sostenuta dalla politica monetaria della Bce, è il motore principale della ripresa".

"Dovessimo ignorare che i ritardi del mercato del lavoro sono più ampi rispetto a quanto suggerito dai dati generali sulla disoccupazione, potremmo correre il rischio di restringere le condizioni monetarie prematuramente", soffocando la crescita, tenendo senza ragione le persone fuori dal mercato del lavoro e fallendo l'obiettivo di una risalita dell'inflazione. E' il quadro tracciato in un discorso a Tel Aviv dal presidente della Bce Mario Draghi che ha sottolineato come "ora la crisi è alle nostre spalle". In caso contrario, l'attesa prolungata sulle posizioni attuali potrebbero portare ad una grossa crisi finanziaria nel momento di cambio di marcia. Draghi, a Tel Aviv per un dottorato honoris causa, ha aggiunto che "solo mettendo insieme sovranità" l'Europa può vincere le grandi sfide: economia, sicurezza, migrazioni, difesa. A livello globale "il settore finanziario è ora più resistente".

"Oggi - ha proseguito il governatore della Bce - ci sono cinque milioni di occupati in più che nel 2013 e la disoccupazione, sebbene resti troppo alta, è ai minimi da otto anni". Secondo il numero uno della Bce, occorre lavorare su "sicurezza, migranti, difesa e queste sfide possono essere indirizzate solo mettendo insieme sovranità". In una realtà velocizzata, in cui il progresso scientifico ed i nuovi prodotti rivoluzionano i rapporti economici, è sempre più necessario accelerare i processi di integrazione Europea. L'Unione Europea e l'euro hanno sempre avuto il sostegno della maggioranza dei cittadini europei ma, spesso, si riuscivano a sentire soltanto le voci degli oppositori. La riparazione è iniziata con l'Unione bancaria. Oggi, la maggioranza silenziosa ha ritrovato la propria voce, il proprio orgoglio e autostima. "L'Europa ha conseguito pace, prosperità e stabilità politica per un periodo di tempo senza precedenti nella storia". "La crisi, quindi, ha portato a una sorta di distruzione creativa con la rivisitazione critica di paradigmi riconosciuti, con l'identificazione di prassi errate che sono state rimpiazzate da altre più solide e con nuove ricerche che hanno affrontato aspetti della nostra società prima trascurati". "Questo sforzo ha ampliato e approfondito la nostra comprensione dell'economia e orientato le nostre risposte".

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