Giovedi, 25 Mag, 2017

Elezioni Iran, sfida all'ultimo voto tra apertura e resistenza

Elezioni presidenziali in Iran – DI Francesco Guastamacchia Elezioni Iran, Rouhani favorito ma il conservatore Raisi ha l'appoggio del sindaco di Teheran
Evangelisti Maggiorino | 19 Mag, 2017, 17:12

La popolazione iraniana è oggi chiamata alle urne per determinare chi sarà, tra Rohani e Raisi, alla guida del paese. In centinaia, ordinatamente, i cittadini dell'Iran che vivono in Lombardia, ma anche in altre regioni del Nord Italia, hanno atteso pazientemente di poter votare presso il Consolato della Repubblica islamica. Tra i primi ad aver votato il leader dei conservatori Ali Khamenei, che si e' unito agli appelli ad andare a votare "massicciamente". Per rafforzare il campo opposto al presidente uscente Rohani, è notizia di pochi giorni fa il ritiro dalla competizione di Mohamad-Baqer Ghalibaf, sindaco della capitale Teheran che ha annunciato il suo sostegno a Raisi. In politica interna ha promesso che avrebbe preparato una "carta dei diritti civili" ed attuato riforme per rilanciare l'economia. Si tratta delle prime elezioni dopo l'accordo sul nucleare, siglato da Rohani, un accordo con le potenze mondiali che ha portato alla revoca di alcuni sanzioni in cambio della rinuncia di Teheran al suo programma nucleare. Il ministro dell'Interno, Abdolreza Rahmani Fazli, ha previsto una partecipazione al voto del 72% circa degli aventi diritto, che sono in tutto oltre 56 milioni. "Lo stesso Rouhani ha chiesto ai suoi sostenitori di non manifestare". Infatti per Pedde il successore di Khomeini preme da sempre per un'alta affluenza alle elezioni dato che in questo modo riesce a legittimare il sistema iraniano, soprattutto dove esso viene contestato. Secondo l'agenzia di stampa semi ufficiale 'Fars', la conta dei voti inizierà a mezzanotte mentre i risultati sono attesi entro 24 ore dalla chiusura delle urne. Composto da sei esperti di legge islamica scelti dalla guida suprema, Ali Khamenei, e da sei giuristi eletti dal parlamento, è il consiglio a selezionare chi correrà alle presidenziali: dopo la scrematura operata dai giuristi, erano rimasti in lizza solo sei candidati, di cui due si sono ritirati alla vigilia del voto.

Secondo l'articolo 115 della costituzione iraniana, alle elezioni presidenziali si possono candidare donne e uomini, maggiorenni, con la fedina penale pulita, devoti ai princìpi fondamentali della Repubblica islamica e alla religione di stato, lo sciismo.

Hassan Rohani è presidente dal 2013, quando ha vinto le elezioni grazie allo slogan "moderazione e prudenza" interrompendo gli otto anni di isolamento internazionale del paese durante l'amministrazione di Mahmud Ahmadinejad. I cambiamenti economici e sociali sono ancora molto lenti.

"Questo è un paradosso, perché nei media occidentali si parla di questa divisione, ma se guardiamo e torniamo indietro agli 8 presidenti che ci sono stati dalla Rivoluzione a oggi, vediamo che molti di questi candidati di fatto che non appartengono a nessun partito politico e semplicemente emergono a seconda delle condizioni in cui si trova il Paese". I seggi hanno aperto alle 5,30 italiane per decidere la riconferma del riformista Rohani o il successo del conservatore Raisi. La linea di Donald Trump non è ancora chiara, ma dopo alcuni "strali" lanciati dall'inquilino della Casa Bianca nei confronti di Teheran che avevano paventato il rischio di mandare all'aria l'accordo di Ginevra del 2015, la vittoria dei conservatori non sarebbe certamente di buon auspicio per il rafforzamento delle relazioni con il mondo esterno. Un ostacolo alla sua vittoria potrebbe essere la nazionalità di sua moglie, francese.

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