Domenica, 16 Dicembre, 2018

Fiat-Chrysler, la Ue apre procedura d'infrazione sulle emissioni della 500X

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Machelli Zaccheo | 17 Mag, 2017, 16:10

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio è stato in contatto ieri con la Commissaria per il mercato interno Elzbieta Bienkowska, telefonicamente e attraverso comunicazioni scritte, sottolineando di non condividere i presupposti su cui è stata proposto alla Commissione di avviare la procedura d'infrazione.

La Commissione Ue ha aperto una procedura d'infrazione contro l'Italia per violazione delle norme Ue sull'omologazione degli autoveicoli, in particolare per quanto riguarda le emissioni. Al termine di tale esame, ora l'esecutivo "chiede formalmente all'Italia di dare una risposta alle sue preoccupazioni circa l'insufficiente giustificazione fornita dal costruttore in merito alla necessità tecnica - e quindi alla legittimità - dell'impianto di manipolazione usato e di chiarire se l'Italia è venuta meno al suo obbligo di adottare misure correttive per quanto riguarda il tipo di veicolo Fca in questione e di imporre sanzioni al costruttore di auto". Se un costruttore viola le regole, le autorità nazionali devono adottare misure correttive, come per esempio ordinare un richiamo, e applicare sanzioni effettive, proporzionate e dissuasive stabilite nella legislazione nazionale.

Il caso, infatti, parte nel settembre scorso quando la Commissione Europea era stata chiamata in causa a fare da mediatore tra le autorità tedesche e quelle italiane sulle emissioni di ossidi di azoto prodotte da un'auto omologata in Italia.

Oggi la Commissione ricorda che le norme Ue vietano l'uso di impianti di manipolazione come software, timer o finestre termiche, che conducono a un aumento delle emissioni di NOx al di fuori del ciclo di prova, a meno che essi non siano necessari per proteggere il motore da eventuali danni o avarie e per garantire un funzionamento sicuro del veicolo.

Un caso che ha sollevato numerose critiche da parte dell'Italia visto che l'accusa è partita dalla Germania dove è nato lo scandalo dieselgate che ha coinvolto la Volkswagen.

Roma, 17 mag. (askanews) - Botta e risposta tra Commissione europea e Italia su una procedura di infrazione avviata sulla base di rilievi della Germania sulle emissioni di alcuni modelli Fiat, vicenda peraltro già chiusa con Berlino. Ora l'Italia ha due mesi di tempo per rispondere, o proseguirà la procedura d'infrazione.

Delrio inoltre evidenzia che "contrariamente a quanto dichiarato dai vostri uffici, le autorità italiane hanno escluso fin dall'inizio la presenza di dispositivi illegali sui modelli Fiat sia nelle versioni originali sia in quelli ricalibrati".

Il ministro si dice "dispiaciuto" nel dover apprendere "che nonostante tutte le informazioni dettagliate fornite alla Commissione e alla Germania, intendiate aprire la procedura d'infrazione".

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