Sabato, 19 Ottobre, 2019

Migranti, com Difesa: "Ong non possono creare corridoi umanitari"

Latorre Nessun elemento su collusioni tra Ong e trafficanti Home Camera e Senato Migranti. Commissione Difesa: stop a corridoi umanitari delle Ong, spetta agli Stati
Esposti Saturniano | 17 Mag, 2017, 16:07

Dalle audizioni dei procuratori siciliani, ha spiegato il presidente della Commissione, "è emerso che i satellitari vengono buttati in mare se i soccorsi sono fatti dalle navi militari, mentre nel caso di intervento di navi delle Ong, i telefonini vengono recuperati per essere riutilizzati in altre traversate. Le ong che soccorrono i profughi devono poi essere certificate e la loro presenza in mare deve essere fin dall'inizio coordinata dalla Guardia costiera italiana". Lo prevedono le linee guida proposte dalla commissione Difesa del Senato, al termine di unindagine conoscitiva che ha coinvolto responsabili delle missioni di salvataggio nel Mediterraneo, magistrati e le stesse Ong. Infine, conta anche la trasparenza nei finanziamenti, in quanto "sappiamo che sono finanziate con contribuzione volontaria, non è questo il problema" ma bisogna rendere i finanziamenti espliciti e rintracciabili e secondo le evidenze non sempre lo sono sui siti.

E invece, si vuole che la certificazione debba consistere in una verifica dell'adeguatezza delle barche e in una adeguata definizione delle caratteristiche degli equipaggi.

La premessa è che dal 2014, dal 2015, dopo le "famosi stragi in mare" le attività delle ong si siano intensificate, ma "abbiamo riscontrato che oggettivamente questo disordine può rispondere alla giusta esigenza di salvare le vite ma può intralciare le attività di indagine per sconfiggere i trafficanti di morte". Nelle stesse ore, intanto, la Commissione Ue ha lanciato il suo ultimatum sui ricollocamenti.

Per non disperdere "preziosi elementi di prova", sarebbe inoltre opportuno consentire "l'intervento tempestivo della polizia giudiziaria contestualmente al salvataggio da parte delle Ong", si legge ancora nella relazione stilata dalla commissione Difesa del Senato.

Negli ultimi tempi si è tornati a parlare in maniera insistente della possibilità di aprire nuovi corridoi umanitari verso le zone di maggiore conflitto.

La Commissione Ue concentra le sue raccomandazioni su Ungheria, Polonia e Austria, unici Stati a non aver accolto un solo profugo. "E in alcuni casi, quando il soccorso è fatto dalle organizzazioni umanitarie, soggetti libici prelevano il motore del barcone per riusarlo".

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