Sabato, 14 Dicembre, 2019

Venezuela, Maduro: "Riformiamo lo Stato". Scontri in piazza

Nuovi scontri a Caracas Caracas
Evangelisti Maggiorino | 03 Mag, 2017, 13:19

Dopo l'ennesima provocazione di forza dal presidente Maduro. "In questo modo- ha chiarito- sara' raggiunta la pace nel paese e verra' sconfitto il colpo di Stato". Secondo l'opposizione sarebbe una mossa per cercare di mantenere il potere. "Sto parlando di una Costituente profondamente operaia, decisamente operaia, che appartenga profondamente alle comune", ha annunciato il presidente in un comizio in occasione della tradizionale sfilata della Festa dei Lavoratori. L'iniziativa è stata denunciata come golpista dall'opposizione. Il percorso della marcia di protesta si è concluso accanto alla sede della Corte Suprema e del Consiglio Nazionale Elettorale, ma in tutta la città la polizia è stata molto presente, chiudendo oltre 30 stazioni della metro, oltre ad aver organizzato numerosi posti di blocco. Tuttavia sono stati allontanati con lacrimogeni.

Durante il Regina Coeli recitato in Piazza San Pietro, domenica 30 aprile, Papa Francesco ha rinnovato la sua vicinanza alle famiglie delle vittime degli scontri e ha aggiunto "rivolgo un accorato appello al Governo e a tutte le componenti della società venezuelana affinché venga evitata ogni ulteriore forma di violenza, siano rispettati i diritti umani e si cerchino soluzioni negoziate alla grave crisi umanitaria, sociale, politica ed economica che sta stremando la popolazione", evidenziando una mancanza di unità anche nell' opposizione.

Sul fronte internazionale le acque sembrano agitarsi ancora di più per il presidente Maduro. Il deputato ha chiesto alle Forze Armate di pronunciarsi, cosi' come alle altre istituzioni, "al procuratore nazionale (Luisa Ortega), i magistrati, a chi abbia ancora coscienza e abbia a cuore il Paese, perche' non facciano passare il golpe e si ribellino". Si tratta di Argentina, Cile, Colombia, Costa Rica, Perù, Paraguay, Uruguay e Brasile. E sembra davvero la fine di un'era. Il riferimento è a un primo tentativo di mediazione avviato nei mesi scorsi ma conclusosi senza la risoluzione sperata.

Dal lato dell'opposizione, Julio Borges, a capo del parlamento, non vede di buon occhio questa iniziativa. Il leader Henrique Capriles ha fatto sapere di non gradire l'intervento diplomatico del Vaticano, memore anche della precedente mediazione dello scorso autunno il cui unico risultato fu quello di bloccare le proteste di strada. L'idea dei manifestanti è quella di andare avanti fino a quando il governo non accetterà di andare alle elezioni presidenziali.

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