Martedì, 16 Luglio, 2019

Renzi non fa mai quello che dice…

Pd, un milione e mezzo al voto Primarie Pd, a Padova Renzi al 68,1% e Orlando al 25,6%
Evangelisti Maggiorino | 02 Mag, 2017, 11:53

Non regge più la pantomima dei volontari del partito democratico che poi racimolano voti e assessorati nelle giunte di centro destra e Forza Italia. Meno sentita la competizione ad Avellino, su 16,921 votanti, Renzi ha raggiunto il 78%, confermando il dato del voto tra gli iscritti che vedeva l'ex premier oltre l'80%.

Forio regge rispetto agli altri colleghi isolani, ma è poca cosa rispetto all'effetto trascinatore di Ischia e Casamicciola.

Esclusa l'intesa con i Cinquestelle resta solo lui sullo sfondo a cui stringere la mano: l'intramontabile Silvio Berlusconi. Con questi dati, su 26 delegati sardi all'assemblea nazionale una ventina sarebbero di Renzi, quattro o cinque a Orlando e uno o due a Emiliano. Siamo certi di poter rappresentare il futuro di questo partito.

"Io no so se si sono fatti i gazebo anche a Barano e Serrara". Nel frattempo però il Pd è molto cambiato. L'uomo ha minacciato querela, sono arrivate le forze dell'ordine e alla fine si è allontanato senza esprimere preferenze. Così come non sono mancate denunce e accuse incrociate tra le mozioni rivali: annullati i voti di Nardò, Gela e Cariati mentre a Napoli, dove il deputato renziano Ernesto Carbone era stato mandato come 'osservatore' in Campania, pare evitato il caos brogli del passato.

Avvocato Iacono, lei è candidata con Orlando. In Calabria, ha vinto, ma non convinto. Una sfida difficile contro Renzi. Numeri ancora da confermare ma che segnano un quadro che vede anche la vittoria per la segreteria regionale di Giuseppe Luigi Cucca, appoggiato da renziani doc e dalla lista "Popolari e Riformisti sardi", vicina all'ex senatore Antonello Cabras, che ha sostenuto Renzi con una seconda lista, oltre a quella renziana, aperta anche ad altri esponenti del gruppo dell'europarlamentare Soru, che a livello regionale si sono invece schierati con Francesco Sanna. Che sono e saranno gli unici ai quali doversi attenere, a cominciare dalla sorte che avrà il tentativo sollecitato al Parlamento dall'ormai insofferente presidente della Repubblica di "omogeneizzare" le due leggi in vigore per il rinnovo delle Camere, in modo da essere in grado di gestire con la pienezza delle sue funzioni e prerogative, compresa la possibilità di rimandare gli italiani alle urne anticipatamente, se dovesse sopraggiungere una crisi di governo.

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