Giovedi, 18 Luglio, 2019

Donald Trump: possibile "un grande conflitto" con la Corea del NordN

Nordcorea ecco perché il sesto test ancora non c'è stato Usa dispiegano sistema di difesa missilistico in Corea del Sud
Evangelisti Maggiorino | 28 Aprile, 2017, 16:27

Agenpress - Donald Trump lo ha detto in un'intervista a Reuters, spiegando che preferirebbe risolvere la questione del programma nucleare di Pyongyang con la diplomazia ma "e' molto difficile".

Il tycoon ha però segnalato una svolta nella collaborazione con Pechino, pronta a fare pressioni su Pyongyang, dopo la visita del presidente cinese Xi Jinping in Florida all'inizio di aprile. L'esempio: la "USS Vinson", portaerei che ha rappresentato la forza di deterrenza messa in campo da Washington per alcune settimane, finché non si è scoperto che in realtà si trovava a migliaia di miglia nautiche dalla Corea del Nord (ora i sui caccia fanno simulazioni di attacchi insieme alla marina giapponese) e gli annunci attorno allo schieramento del suo gruppo da battaglia erano stati frutto di un'incomprensione per cui l'ammiraglio che comanda il Pacific Command del Pentagono, Harry Harris, mercoledì, s'è preso la completa responsabilità durante un'audizione alla Commissione Forze armate della Camera. E Trump si è detto anche convinto che la Cina si stia davvero impegnando per fare pressioni sul leader nordcoreano. Trump ha anche richiamato l'attenzione sul fatto che Kim Jong-un ha avuto il potere molto giovane."Spero che sia ragionevole" ha detto il presidente. Sicuramente non vuole disordini e morte. "E' una brava persona, è davvero un brav'uomo e sono arrivato a conoscerlo molto bene". Su quest'ultimo, Donald Trump spende parole inaspettate (per qualcuno): viene definito un 'uomo buono' che ama il suo popolo e ama la Cina e che farebbe di tutto per evitare un conflitto, ma il giudizio sulla capacità di mediazione è negativo.

Con altrettanto fervore si è espressa la stampa nazionale nordcoreana: il servizio in prima pagina della rivista Rodong Sinmun, dedicato alla commemorazione dell'esercito, ammonisce Stati Uniti e Corea del Sud, promettendo un attacco "senza preavviso per punizione, che trasformerà le loro terre in inferni ardenti". E' un sistema da un miliardo di dollari.

Un'altra questione trattata da Trump durante l'intervista alla Reuters concerne lo scudo anti-missile posizionato in Corea del Sud.

Non ci sono stati nuovi test atomici né lanci di missili balistici in mare da parte della Corea del Nord, ai quali si temeva le forze Usa potessero ribattere con un'azione "dimostrativa", sul tipo magari del bombardamento con missili Tomahawk effettuato il 9 aprile contro la base di Shayrat in Siria. Dal canto suo Pyongyang ha ribadito nel corso della crisi che il suo programma è "difensivo", inteso ad opporre una risposta alle "aggressioni" e, in quanto tale, non intende rinunciarvi sottolineando di essere uno "Stato socialista pacifico" che non ha mai aggredito ma è "pronto alla guerra" contro gli aggressori.

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