Mercoledì, 23 Ottobre, 2019

Smantellata rete protezione boss Pesce

Frecciargento 'Ndrangheta, blitz interforze a Reggio Calabria: 15 arresti
Evangelisti Maggiorino | 28 Aprile, 2017, 13:52

E' in corso dalle prime ore di questa mattina una vasta operazione della Polizia di Stato per l'esecuzione di 20 Ordinanze di custodia cautelare su ordine della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria nei confronti di elementi di vertice, affiliati e prestanomi della potente cosca PESCE di Rosarno (RC), ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione mafiosa, favoreggiamento personale nei confronti del boss latitante PESCE Marcello, arrestato dalla Polizia l'1 dicembre 2016, nonché di traffico e cessione di sostanze stupefacenti ed intestazione fittizia di beni. Grazie alla rete di protezione, Pesce, anche durante la latitanza, riusciva ad amministrare lerisorse incamerate dalla cosca.

L'operazione di oggi è la prosecuzione dell'inchiesta Recherche nell'ambito della quale, il 4 aprile, la Squadra Mobile reggina e lo Sco, il Servizio Centrale Operativo, avevano fermato undici presunti affiliati e prestanomi del clan rosarnese, sequestrando anche beni e società - per un valore di circa 10 milioni di euro - attive nel mercato agroalimentare e dei trasporti di merci su gomma per conto terzi. Il boss, secondo l'accusa, assegnava le risorse ai componenti ed ai loro familiari, gestivain regime di sostanziale monopolio l'attività di trasporto mercisu gomma grazie ad una rete di aziende messe in piedi con deiprestanome e curava i rapporti con le altre cosche. Dal suo covo aveva il controllo della situazione.

Di solito i gruppi erano soliti presentarsi in un locale e scatenavano risse di grandi dimensioni prendendo a pretesto banali incidenti, distruggendo tutto il mobilio e picchiando avventori, gestori e dipendenti. Ha un cervello aguzzo. Era il rampollo del clan e, insieme a lui, nella cerchia dei fedelissimi c'era anche Filippo Scordino, uomo di punta della 'ndrina, luogotenente del latitante, accusato di "ricoprire il ruolo di direzione e capo della cosca Pesce".

Nel traffico di sostanze stupefacenti gestito dall'articolazione della cosca PESCE, facente capo a PESCE Marcello, erano coinvolti anche soggetti della provincia di Cosenza, Vibo Valentia e Catania. Contestate tre cessioni di marijuana di 38, 67 e 4 kg.

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