Mercoledì, 27 Gennaio, 2021

Elezioni Francia, non avanza il nuovo ma chi capisce la lezione

Marine Le Pen con la nipote Marion Marine Le Pen con la nipote Marion
Evangelisti Maggiorino | 28 Aprile, 2017, 12:55

Il leader di France Insoumise non ha per ora dato indicazioni a quel quasi 20% di elettori che l'hanno scelto al primo turno e lancia oggi una consultazione via internet con la sua base, senza citare però fra le opzioni quella del Front National.

Agli analisti e commentatori non è piaciuto il discorso già celebratorio tenuto da Emmanuel Macron dopo la vittoria al primo turno e la sua uscita di uno dei ristoranti più di classe di Parigi (La Rotonde). Oltre a questa carta, la leader del Fn ne ha altre due che ha già iniziato a usare contro il suo sfidante: la sua presunta debolezza contro il terrorismo e il suo essere favorevole alla globalizzazione. L'obiettivo era ingannare i funzionari, inducendoli a cliccare sul link e a fornire la propria password, in modo da guadagnare l'accesso alla corrispondenza privata del candidato di En Marche! e dei suoi collaboratori, per ricavarne degli utili "kompromat" con cui colpire il favorito all'Eliseo. Ed ha poi proseguito, asserendo che "è impossibile tacere, non ci si può rifugiare nell'indifferenza, si impone la mobilitazione e la chiarezza, voterò Emmanuel Macron", anche perché, ha spiegato sempre Hollande, "il potere d'acquisto dei francesi verrebbe amputato se Marine Le Pen vincesse e la Francia uscisse dalla zona euro". Questo mentre, nel partito repubblicano, Fillon annunciava il suo passo indietro, dimettendosi: "Non ho più la legittimità per condurre la battaglia delle legislative [.]". Macron è la speranza per tutti gli europeisti, come Prodi ricorda nella sua intervista a Il Messaggero, anche se dovrà stare attento a molti rischi e agli ostacoli nel cammino di queste due settimane che separano dal secondo turno francese. Avete presente le roccaforti laburiste che, in occasione del referendum europeo hanno votato Brexit? Non vorrei che, di fronte ad una crisi della sinistra e in generale del sistema dei partiti, ci trovassimo di fronte all'ennesimo Gattopardo, ad un cambio di verso che ha solo portato all'indietro nel tempo le lancette del paese. Al di là dei sinceri auspici di Marine Le Pen, risulta molto probabile che la candidata della destra - da sola contro tutti - sia sconfitta.

Basta ascoltare i discorsi di rito dei due candidati la sera dei risultati per capire tutto: Macron freddo e distaccato, ha l'aria di quello che sta facendo bene il compitino assegnatogli dai suoi burattinai e le uniche emozioni sembra riservarle alla sua governante (pardon, la sua attempata compagna). Poiché in un'elezione presidenziale conta anche e molto la personalità del candidato, Macron ha goduto di tre elementi positivi. E Macron ha attaccato la rivale: "La signora Le Pen dunque è venuta qui ad Amiens perché c'ero io". In sua attesa, gli altoparlanti mandavano a ripetizione musica da discoteca in un'atmosfera surreale, tipica del candidato che vuole sembrare il giovane, il nuovo, a tutti i costi. Le varie tribù elettorali francesi - che sono state tratteggiate a meraviglia in un articolo sul Financial Times firmato da Simon Kuper - si devono riallineare. Un dato che potrebbe spuntare una delle frecce nell'arco di Marine.

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