Mercoledì, 27 Gennaio, 2021

Alitalia, riunito il cda: che cosa succede adesso

Cacciopini Corbiniano | 28 Aprile, 2017, 10:08

"L'Enac - si legge nella nota - ha preso atto che, al momento, esistono le condizioni per il mantenimento della piena operatività di Alitalia, su cui l'Ente continuerà a mantenere la propria vigilanza istituzionale in base alla normativa europea vigente".

Stamattina, i vertici di Alitalia hanno dato il via all'iter necessario "data l'impossibilità di procedere alla ricapitalizzazione, il cda della compagnia ha deciso di avviare le procedure previste dalla legge e ha convocato un'assemblea dei soci per il 27 aprile al fine di deliberare sulle stesse".

Significative le parole che circa un anno fa - esattamente il 18 maggio del 2016 - pronunciava l'allora presidente di Alitalia, Luca Cordero di Montezemolo, voluto da Etihad alla presidenza e ora solo nel cda dopo aver lasciato la presidenza della compagnia a Luigi Gubitosi, manager gradito all'esecutivo, come ha detto esplicitamente oggi in una intervista il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, al Corriere della Sera. Con il verdetto espresso piloti, hostess, steward e il personale Alitalia di Fiumicino, ad esempio, hanno sottolineato che l'esito del referendum per i lavoratori non è stato assolutamente sorprendente dal momento che "da tempo si registra uno scollamento tra la testa e il braccio operativo ed è forse per questo se ora ci troviamo in questa condizione". "Ci rammarichiamo profondamente - ha dichiarato James Hogan, presidente e amministratore delegato di Etihad Aviation Group - per il risultato del voto, che significa una sconfitta per tutti: i dipendenti di Alitalia, i suoi clienti, i suoi azionisti, e lo stesso Paese, di cui Alitalia e' un ambasciatore in tutto il mondo'". Un piano "b" non era previsto, come più volte ribadito dal Governo, che aveva escluso la strada della nazionalizzazione.

Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano.

Alitalia: vince il no. "Chiederò al governo di incontrarci e poi vedremo cosa deciderà l'azienda". Questo quanto si legge nella nota diramata dal gruppo.

Tramontata dunque l'ipotesi ricapitalizzazione, l'unica via percorribile ormai rimane quelle del commissariamento, che il consiglio di amministrazione dell'ex compagnia di bandiera sarà costretto a varare in seduta straordinaria. "Ma serve un piano industriale differente".

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