Giovedi, 19 Settembre, 2019

Primarie PD. Dibattito fra Maestri, Pagliari, Mora e Begaj

Esposti Saturniano | 28 Aprile, 2017, 08:00

Oltre alla storia e alla geografia, la cultura, il buon cibo e vino, ci avvicinano alla Francia la dimensione, la grandezza e la struttura dell'economia, il ruolo del pubblico e il peso fiscale. Una leadership indebolita alla vigilia del voto è un suicidio politico. Non ne posso più, per la semplice ragione che non voglio più essere funzionale a certe pratiche, a una rigenerazione che, visti certi candidati, non è di sostanza - e in alcuni casi neanche di facciata - ma è fatta in vitro in laboratorio, dove a maneggiare vetrini e provette sono sempre i soliti signori del Risiko.

Ricevi aggiornamenti su PRIMARIE PD 2017: Votiamo il futuro! A destra c'è chi si sta avvicinando a Fitto o all'anima populista, ideologicamente razzista e xenofoba di Salvini, che senz'altro rappresenta fortunatamente una minoranza. Conquistare queste fette di elettorato permetterà di vincere e di governare bene.

Il 30 aprile prossimo anche a Parma si terranno le primarie del Partito Democratico del per la scelta del segretario. Alle primarie potranno votare sia gli iscritti che i non iscritti al PD.

"Mi chiamo Emiliano Malato, uomo libero senza etichette -ha replicato ormai esausto l'ex azzurro-, e non sarà certo Dario De Lucia a stabilire cosa posso o non posso fare". Ma sembra che gli Italiani che hanno a cuore la tenuta democratica nazionale non se la sentano proprio di partecipare al voto, scioccati da cotanta protervia e desiderosi di manifestare appieno la propria distanza da Renzi attraverso l'indifferenza alle sorti del PD. Anna Ascani. Con lei vogliamo ribadire con forza che le nuove generazioni e le nuove forze democratiche hanno voglia di costruire un'Italia migliore, più equa e solidale e con al centro i temi del lavoro.

M5S e Lega, come Marine Le Pen, ci raccontano di tempi migliori passati in maniera irrealistica.

Se io fossi al loro posto, un candidato alla segreteria, con questi risultati del primo turno, mi ritirerei facendo il tifo per Matteo RENZI. Mentre il premier italiano ha portato avanti con fin troppa enfasi e cinismo politico la giusta battaglia sulla flessibilità, nel nome del principio "Seguiamo le regole, ma cambiamo l'Europa", da ministro dell'Economia il leader di En Marche! ha presentato due manovre con un deficit al 4,4%, e poi al 3,8.

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