Lunedi, 15 Luglio, 2019

Pianificava attentato in Italia, arrestato un 29enne marocchino

Mouner El Aoual Mouner El Aoual
Evangelisti Maggiorino | 27 Aprile, 2017, 10:16

Su una chat aveva inoltre esternato la volontà di pianificare a sua volta un attentato terroristico nel nostro Paese ed era alla ricerca di altri sodali per la sua realizzazione.

Come comunicato in una nota del Procuratore della Repubblica Armando Spataro, il provvedimento scaturisce dagli elementi raccolti nell'ambito delle attività condotte dal ROS dei Carabinieri nell'ambito di una indagine coordinata dalla Procura della Repubblica torinese.

Operazione dei Carabinieri del Ros a Torino che hanno tratto in arresto Mouner El Aoualun, marocchino di 29 anni.

L'uomo è coinvolto nell'attività di indagine per la prevenzione e il contrasto del fenomeno dei cosiddetti "foreign fighters" e "lone wolves", che nel mese di settembre 2016 era stato individuato come residente in Italia. Gli accertamenti avviati dalla Procura di Roma e proseguiti dalla Procura di Torino, a cui è stato trasmesso il relativo fascicolo processuale per competenza territoriale, consentiva di appurare che uno degli amministratori del canale tematico, nickname "ibn dawla7", ovvero "figlio dello Stato", era lo stesso El Aoual.

In contemporanea, l'Fbi ha segnalato alle autorità italiane l'amministratore di una chat room, sul social network Zello, denominata "Lo Stato del Califfato Islamico" e localizzato in Italia.

"Soggetto estremamente pericoloso" - Il giudice per le indagini preliminari nell'ordinanza di custodia cautelare ha parlato del presunto aspirante terrorista come di un "soggetto estremamente pericoloso". Proprio grazie a questa sistemazione di comodo, adottando tutte le cautele suggerite nella pubblicistica diffusa dall'Isis per i mujaheddin in Europa, il 29enne si era garantito nel tempo la massima copertura, in particolare utilizzando utenze telefoniche intestate a italiani, tra cui quelle della famiglia che lo ospitava, riuscendo cosi' a non destare sospetti. Lui è il mio Califfo, perché se lo è meritato. Oltre, naturalmente a istigare a compiere attentati contro i "miscredenti".

In rete erano stati trovati anche video, condivisi sempre dal marocchino, che mostravano come uccidere i "miscredenti" e manuali su come progettare esplosivi rudimentali. "Sta svolgendo un'opera di proselitismo e incitamento ad azioni violente e letali", scrive il giudice, e "per intenti e personalità presenta un altissimo rischio di passare all'esecuzione di tali gravi atti di violenza".

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