Giovedi, 18 Luglio, 2019

Del Grande, il legale: "Autorità turche ci hanno impedito di vederlo"

Gabriele Del Grande Gabriele Del Grande
Evangelisti Maggiorino | 22 Aprile, 2017, 01:13

Alexandra, sulla pagina Facebook Io sto con la sposa, ha annunciato con un video una staffetta di sciopero della fame, che "andrà avanti fino a che Gabriele non verrà rilasciato". "L'Ue, in questo particolare caso, si è attivata per sostenere l'azione dell'ambasciatore italiano ad Ankara, che oltretutto ho sentito nei giorni scorsi, per sostenere l'azione della Farnesina e del governo italiano rispetto alle autorità turche".

"Il governo Turco rispetti i diritti umani, la libertà d'informazione e i trattati internazionali, liberando subito il regista italiano Gabriele Del Grande, arrestato dalla polizia lo scorso 9 aprile".

Mentre si moltiplicano gli appelli per la liberazione di Gabriele Del Grande, il giornalista italiano fermato 9 giorni fa e ancora detenuto nelle carceri turche, arriva la notizia che le autorità hanno impedito alla delegazione consolare e al suo legale di incontrarlo. Serve chiarire che cosa davvero sia accaduto nel momento in cui è avvenuto il fermo, in quelle terre di transito dove rifugiati e foreign fighter si sono incrociati per anni, chi in fuga dalla guerra siriana e chi pronto a combatterla. Nel suo messaggio ha spiegato come ancora non gli sia stato contestato alcun reato, ma non gli sia permesso consultare un legale, né gli sia stata comunicata una data di termine del fermo, nonostante i suoi documenti fossero in regola. La sua detenzione è del tutto illegale. "Abbiamo chiesto di vedere il suo dossier, ci è stato negato". Ora e' in sciopero della fame.

Ne sono passati ormai dieci da quando è stato fermato nella provincia di Hatay, una propaggine turca al confine con la Siria dove la popolazione è a maggioranza arabo-alawita. Ieri sera a Palazzo Santini l'aula consiliare ha approvato un ordine del giorno per chiedere al presidente del Consiglio Gentiloni e al ministro degli esteri Alfano di adoperarsi per rendere il più veloce possibile il rilascio di Del Grande.

"Un'umiliazione così non sarebbe stata inferta a un giornalista americano o francese o Israeliano", c'è chi si arrabbia sui social. "Chiediamo di pensare se al posto di Gabriele ci fosse un vostro figlio, un vostro fratello, un vostro compagno, sareste disposti a fargli subire una tale angheria?". "Capannori c'è". Domani, invece, alle 11 davanti al Comune di Porcari è in programma un sit in per chiedere la liberazione di Del Grande voluto dal sindaco Alberto Baccini. Prosegue anche la mobilitazione in tutta Italia. "Ora siamo pronti a tornare in strada per i diritti" - affermano gli organizzatori.

"Riteniamo necessario - aggiunge il presidente Menesini - che anche gli enti locali, rispondendo anche ad un appello dei familiari di Gabriele, si mobilitino, come del resto in molti hanno già fatto, proponendo iniziative e facendo sentire la propria voce ed invitando la cittadinanza a fare altrettanto, tramite i social network, con l'organizzazione di presìdi nelle piazze e con ogni altro mezzo a disposizione".

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