Sabato, 20 Luglio, 2019

Francia, Le Pen: fatto di tutto per perdere guerra al terrorismo

Presidenziali francesi ad alta tensione Elezioni Francia, ultimi sondaggi e tutti i rischi per i mercati
Evangelisti Maggiorino | 21 Aprile, 2017, 19:34

I contendenti si presentano ai concittadini come "interpreti di una necessaria rottura del sistema politico francese o di una sua radicale rifondazione" ma a conti fatti si tratta di una corsa tra quattro minoranze a cui si aggiunge l'astensione, per cui conterà moltissimo chi arriverà al secondo turno e soprattutto che riflesso avrà la probabile presenza di Marine Le Pen al ballottaggio. LMa il dato più interessante del sondaggio riguarda la solidità del blocco elettorale dietro ai singoli candidati.

Marine Le Pen beneficerà dell'attentato di Parigi verificatosi giovedì 20 aprile e costato la vita a un poliziotto? Analoga la situazione di Fillon, 83% (+2) mentre meno convinti sembrano gli elettori di Emmanuel Macron 73% (-1) e di Jean-Luc Mélenchon à 67%. "Il nostro popolo si è sempre opposto alla barbarie".

"L'islamismo è un'ideologia egemonica e mostruosa che ha dichiarato guerra alla nostra patria, alla ragione e alla civiltà", così Marine Le Pen durante la conferenza stampa di questa mattina è tornata ad evocare lo spettro dello scontro di civiltà dopo l'attentato di ieri sera a Parigi agli Champs-Elysées.

Tutti gli occhi sono puntati sulle elezioni francesi, e a ragion veduta. Figlia del negazionista Jean-Marie Le Pen, Marine dal 2004 è parlamentare europea e dal 2011 leader del Front National, partito a estrazione profondamente nazionalista fondato dal padre, eletta presidente con oltre il 67% dei voti battendo lo sfidante Bruno Gollnisch in seguito alle dimissioni di Jean-Marie Le Pen.

Coerentemente con i pronostici di Sisal Matchpoint, il 45% degli scommettitori ha puntato sulla vittoria di Macron, il 40% su quella di Fillon, mentre un 15% vede in Marine Le Pen una possibile outsider. Sono in molti a ritenere che la Le Pen ne uscirà rinforzata, ma analizziamo la notizia. In una certa misura, questa si è rivelata una di quelle profezie che si autoalimentano (minore pressione sui bilanci statali e degli istituti di credito), ma in parte anche la previsione che la Germania avrebbe dovuto compiere sforzi maggiori per trattenere la Francia all'interno dell'Unione rispetto a quanto avrebbe dovuto fare per gli altri paesi periferici ha giocato il suo ruolo. Perché una guerra permanente non può che favorire i terrorismo jihadista.

Domenica 23 la Francia si troverà di fronte a un importante bivio, con la speranza di tutti a prescindere dall'esito del voto è che lunedì prossimo andremo a parlare soltanto di politica e non di cronaca.

Altre Notizie